Brotherhood

Il weekend scorso siamo stati in Italia, dai miei, in occasione di una performance teatrale di quel CoccoriCò del mio fratello.
Ero prevenuta circa la pazienza dei miei figli  durante lo spettacolo, invece sono stati bravi, a parte qualche acuto di Nana fuori programma e i continui commenti in sottofondo di Nano “adesso sbuca lo zio / ecco lo zio che balla / ciao zio!”.

I ragazzi che hanno recitato sono stati bravissimi: la trama di Peter Pan la conosciamo tutti, le canzoni di Bennato sul tema anche. Al CoccoriCò è andata la parte di Peter Pan, ad un suo caro amico quella di Capitan Uncino, e siccome il paese dove vivono i miei è abbastanza piccolo, i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato li conoscevo anche io almeno di vista, perché hanno frequentato o l’asilo o le scuole elementari con il CoccoriCò.

I rapporti tra fratelli sono qualcosa di particolare e ognuno ha la propria storia. Nel nostro caso i 18 anni di differenza anagrafica ci hanno unito fortemente per 9 anni, finché non mi sono trasferita e, soprattutto adesso, sembrano aggiungere ulteriore distanza a quei 600 km che ci dividono. Pur avendone fatte (e gliene abbia fatte fare) di ogni colore, sono 9 anni dei quali il CoccoriCò sembra ricordare molto poco.
L’avrei voluto padrino dei miei nani, ma è troppo giovane. L’avrei voluto testimone di matrimonio, ma non parla ancora tedesco. In compenso, è inutile dire che lo zio è un idolo inarrivabile per i miei nani.
Forse adesso che sono mammaX2 dovrei capire meglio i miei? Impossibile. Dovrei stare dalla loro parte e non più parare il fratellino piiiiccolo? Impossibile. Una sorella è per sempre.

Due facce della stessa medaglia. Di tolla.

Due facce della stessa medaglia. Di tolla.

L’amore al tempo di Internet

L’amore al tempo di Internet si distingue in reale e virtuale. L’amore virtuale è quello in cui ti trovi un’anima gemella con cui chattare, un’anima gemella che è sempre meglio non sapere se sia davvero quello che dice di essere e che, soprattutto, finché non sai che faccia abbia è meglio così.

L’amore al tempo di Internet, quello che nasce virtuale ma diventa prestissimo reale, si offre generosamente in un’infinità di connessioni di spazio, tempo e caso da cui potrebbe scaturire il famoso colpo di fulmine. Dalla lista degli amici su facebook della collega noti la pagina del cantante locale e lo aggiungi ai tuoi amici e via! Colpo di fulmine, storia d’amore di 100 anni e 1000 figli. Twitter ti suggerisce delle persone “simili a”, ne clicchi una per sbaglio e via! Colpo di fulmine, una vita di vacanza infinita intorno al mondo perché lui è arcimiliardiario.
Se prima il must era essere sempre decentemente sistemata – perché sai mai che vado a buttare la pattumiera e da cassonetto esce l’uomo della mia vita… – adesso anche la pagina Facebook e l’account Twitter hanno bisogno di una tagliata di capelli che li renda quantomeno interessanti per il passante internettiano – perché sai mai che io commento un post ad un’amica, lui lo vede e dall’immagine di pochi millimetri all’improvviso capisce che sono la migliore del mondo…

Internet amplifica eventualità al limite dell’incredibile, improbabili ma possibili.

p.s. Io ho conosciuto il mio lui e ora papà del mio bebé in una salumeria, a 300 km da casa mia, davanti ad un piatto di zucchine ripiene. L’amore al tempo di Internet è anche fare a meno di una connessione adsl.