Italian Slang

Andrea, mia carissima amica, mercoledì mattina mi ha accompagnato ad una visita dal ginecologo. Alle 8 di mattina l’appuntamento e io pensavo d’essere la prima paziente della giornata, invece c’erano già nello studio altre 3 pazienti panciute, 2 in piedi avevano il classico passo da ippopotamo gravida. La terza era in sala d’attesa e di lei ho notato di sfuggita solo la pancia e frettolosamente l’ho collocata nel tris di gravide (quatris se mi ci metto anche io, anche se la pancia per ora non si vede ancora).

Tornando a casa, Andrea mi spiega che la tizia in sala d’aspetto non è incinta, che è una sua amica d’infanzia con cui ha avuto uno screzio anni fa e da allora non si salutano più. In poche parole, si è trattato di una amicizia di convenienza protrattasi per anni, con prestiti di soldi e aiuti a pioggia, finché, intorno ai 25 anni, l’allora fidanzato di Andrea oggi suo marito, non ha suggerito di darci un taglio. Da allora fine dell’amicizia e fine di ogni rapporto.
Come avrete capito, Andrea (ed anche sua madre è della stessa pasta) è tra le persone più buone del mondo, con una generosità straripante che non chiede mai niente in cambio.

Di fronte ad un bel caffé, Andrea cerca tristemente di descrivermi la sua ex amica “sai, ha sempre chiesto e io le ho sempre dato tutto… è tra le persone più cattive che conosco… non saprei come descriverla…” E io: “In poche parole… E’ una Stronza!” Andrea studia italiano da più di 3 anni, con dubbi risultati, e si mette a ridere. “Cosa vuol dire Stronza?”
Mi spiego: “le persone come la tua amica, in italiano si chiamano Stronze. E’ aggettivo, puoi fare Stronzo, Stronza, Stronzi, Stronze”.
Andiamo avanti, caffé e spetegulèss “Poi ha quella faccia, ti guarda sempre dall’alto in basso… non è che sia proprio brutta, ma ha l’espressione antipatica…” E io: “Ah , ha la Faccia da Culo!” Giù a ridere di nuovo, perché “culo” e “faccia” sa cosa vogliono dire e ci metto pochi secondi a spiegarle l’espressione tecnica.

Andrea riassume, in italiano zoppicante: “Ho-capito. Lei – è – una – Stronza – con – Facia – da – Culo”. Giusto.

Stamattina aspetto lei e la madre per la lezione di italiano e un buon caffé. Non che io mi vanti di essere una grande insegnante di italiano, ho fatto solo 1 corso all’università sull’insegnamento dell’italiano come L2 ma non ho mai preso certificazioni in tal senso visto che la mia carriera lavorativa ha poi imboccato un’altra strada. Però me la cavo e vedo che i risultati ci sono, le mie due amiche sono molto migliorate e io sono soddisfatta, per loro soprattutto. Sì, perché 3 anni di lezioni alla VHS con tale Maria di Bari non hanno portato grandi frutti e allora mi hanno chiesto di fare un po’ di conversazione e di chiarire i punti (per ora tutti) che non hanno capito. Non voglio dire che la Sciura Maria sia una insegnante scarsa (anche se in 3 anni e  più di corso, i livelli sono deludenti e non può dipendere solo dagli studenti). E che non è una insegnante di italiano, bensì una madrelingua italiana nata in Germania. Ha alcune lacune di grammatica e di conseguenza difficoltà a spiegarsi di fronte a persone che si approcciano all’italiano come L2.

Dopo la lezione di Slang, oggi pronomi personali soggetto e complemento. Buona giornata!

Se a qualcuno interessasse, questo è tra i migliori libretti pocket per chi studia italiano (partendo dal tedesco). Per chi viaggia, ma anche per chi è interessato a un italiano colloquiale, veloce, d’uso quotidiano. “Reise Know-How Verlag Peter Rump GmbH; Auflage: 3. Auflage (25. Juli 2014)”

Vacanze parte 2 – Italia

Moltissime delle famiglie expat che seguo sono state in Italia durante la stagione estiva. Anche noi abbiamo seguito l’onda (del lago), tanto più che nella stessa settimana di Agosto, a soli 3 giorni di distanza, si festeggiano il mio compleanno e quello del mio fratello CoccoriCò.

Intanto il viaggio è andato benissimo: sole ma non troppo caldo, il 20 agosto mio compleanno perfetto festeggiato con 5+1 ore di viaggio in auto. Una volta arrivati, abbiamo letteralmente invaso la casa perfetta dei Nonni Imbruttiti, ecco l’invasione dei Barbari! 4 giorni di relax tutto italiano, accogliendo con gioia il sole e le temperature miti ma non troppo calde.
Dopo 600 km in auto, chi poteva dire no a quel CoccoriCò, al Cocomero e alla Cocomera (sì, perché per quanto molto Imbruttiti, i Geni di bambini per casa ne hanno 3)?? Così il giorno dopo li ho portati a Gardaland. Sì, avete capito bene, un venerdì d’agosto a Gardaland, con delle code incredibili. Non è stata solo questione di buon cuore, intendiamoci, Raptor e soprattutto il nuovo Oblivion sono stati un ottimo incentivo.

Oblivion è la novità 2015 di Gardaland, con una discesa in picchiata completa.
La Cocomera, 10 anni, ha voluto salire su Oblivion come prima giostra della giornata e si è molto divertita, coda a parte. Poi non ha voluto fare il classico Blue Tornado “perché si va a testa in giù”. Ma su Oblivion sei andata a testa in giù! L’abbiamo visto il percorso anche durante la coda, le ho detto io. “Ah, non mi sono accorta”.

Due giorni in auto non potevano che essere la premessa di una speciale giornata a Ossa, Valbrona, dove la famiglia di mia madre ha da secoli una baita. E’ un pellegrinaggio in salita a cui siamo affezionati e con orogoglio ho potuto offrire ai nonni, ai prozii e ai procugini di Montagna un pronipote di Germania che a 3 anni e mezzo cammina. E per camminare intendo in salita, in montagna, senza piangnucolamenti, con una grinta da far mangiar la polvere a certi adulti.
Il compleanno del CoccoriCò è stato un momento in famiglia, riuniti per i 14 anni dello zio inimitabile.

ossa x il verso giusto

Ossa, Valbrona, giusto un po’ di anni fa.

A questa visita in Italia una menzione speciale va a mia madre, la N.I. per eccellenza: lei, maniaca dell’agenda piena, ancora prima che arrivassimo ci aveva sistemato appuntamenti con parenti e conoscenti, graditissimi ma fittissimi, orario pranzo, caffé, cena e apericena. Ancora lei, si è ricordata della mia nostalgia per il Caprino di Mucca e ne ho fatto il pieno.

Un’altra menzione onorevole la devo spendere per il mio cellulare Samsung Dual Sim. Non so come, ma alla dogana di Brogeda (noto punto di confine tra Svizzera e Italia) ENTRAMBE le schede Sim si sono bloccate. Numero italiano Wind e numero tedesco Telekom.
Gli ultimi 30km di viaggio sono stati coloriti dalle risate di Lui e dei Nani di fronte alla mia isterìa e alle parole di fuoco verso “quell’idiota che ha inventato tutte questi sistemi di sicurezza antifurto / e che mi rubino ‘sto telefono / e che chiamino con il mio numero, chissenefrega, al massimo ricevono loro le mie chiamate di lavoro / e ho una prepagata, che mi secchino il credito, al massimo ho su 20 euro /%(%&&((&(&$“. Inutile dire che io non giro con i PUK di 2 schede Sim diverse tatuate sul palmo della mano, i PUK sono in casa mia, da qualche parte.

Insomma, torniamo dall’Italia soddisfatti per avere fatto molto (perfino dopocena  io e Lui in gelateria).

Gelateria Excalibur a Cesana Brianza (CO). Il migliore gelato in zona e oltre.

Torniamo anche vagamente rimbambiti da tutti i discorsi, le persone, le domande. Perché non facciamo mai soggiorni italiani lunghi, 4 giorni al massimo, e in quei pochi giorni concentriamo l’impossibile e chi ci è affezionato si precipita a salutarci. L’interesse non è poco per questi bambini che parlano due lingue, per questi due lavoratori nella terra del “demonio Merkel” come sembra sia dipinta la Cancelliera dai media italiani. Noi abbiamo guadagnato molto dallo spostarci, soprattutto in tranquillità: ma i nostri cari li vediamo spingere l’accelleratore del proprio lavoro oltre il limite, a scapito della propria salute, per fare andare una macchina che sembra avere dei freni che non si possono sbloccare. Va male. E purtroppo, per chi lo vede da fuori, si nota.

Tri-linguismo

Se l’italiano è complicato, se il tedesco è complesso, cosa succede se il 3enne ci prova anche con l’inglese?

Al Kindergarten l’altro giorno hanno festeggiato  il compleanno di un nuovo bambino, Massimo, italiano che non parla tedesco, che ha compiuto 4 anni.
Titolo di merito, Massimo è il primo bambino del Kindergarten che, anche secondo la professionale opinione di Nano, parla italiano. In realtà ci sarebbe anche una coppia di gemelli, maschio e femmina, italiani che non parlano tedesco, ma questi secondo Nano non parlano italiano e lui si è rifiutato di fare da tramite tra i bambini e le insegnanti perché “non si capisce niente, die zwei können kein Italienisch reden“. A dire tutta la verità, anche io non li capisco e soprattutto non capisco il padre le pochissime volte che mi ha rivolto la parola e ho il sospetto che lui poverino faccia un grosso sforzo con me, poiché io il suo napoletano non lo capisco e rimango lì come una cretina.

Tornando ai festeggiamenti del compleanno del nuovo Massimo, le insegnanti hanno avuto un guizzo multilanguage e invece del solito “Alles gute zum Geburtstag” hanno cantato “Happy birthday to you“, un ragionamento che non fa una grinza.
Tutto contento di avere imparato una nuova versione del classico canto di compleanno, Nano è tornato a casa con un ulteriore nuovo testo:

Happy bärchen too youuu!!

Orsetto del cuore, quello di mio figlio che è un Sonnenkind.

Io e Lui ci siamo rotolati dalle risate. Tanti auguri Massimo e ti prego, fai cantare questa canzoncina anche l’anno prossimo, voglio vedere se subisce altre nuove e comiche evoluzioni.

Musica e nani, cosa ascoltano i figli di emigrati

“Voooolaaareee ooohh Cantareeee ohh ohh ohhhh”… da quando sono entrata nel mondo dell’emigrazione, mi accorgo di essere passata ad ascoltare sempre più musica italiana. A parte i mostri sacri di sempre della musica internazionale, sto spingendo in casa e ai miei figli la musica italiana, nella forma delle poche, ma non poi così poche, canzoni che mi piacciono. I miei figli sono figli di emigrati: io non so cosa ascoltano le grosse comunità italiane in Germania, so cosa ascoltano e cosa cantano a squarciagola  i miei figli per le strade di questo ameno paesello della Svevia. Mi limito agli italiani, perché sui cantanti preferiti tedeschi avrei qualcosa da ridire, su Volker Rosin in primis.

1) Folk italiano locale Ventanas, di Davide Van de Sfroos è dalla nascita la ninnananna dei Nani, suonata con la chitarra o soltanto cantata, dipende. Yanez è ormai parte del repertorio immancabile delle suonate con i Nani. Impossibile non citare Nana che canta La furmiga: …gaaa!! ..gaaa!! ..gaaa!! e chi conosce la canzone, capisce perché. Dei Sulutumana è “Il Lago di Como è un omino che balla, che gioca che calcia lontano la palla… ha la caviglia a Laglio o giù di lì, a Bellagio gli scappa pipì”, che ormai i Nano conosce a memoria e recita con tutti i gesti. L’ha fatta così sua e l’ha lievemente fraintesa, alle volte per dire che deve andare in bagno dice che deve andare a Bellagio.

2) Rock italiano Vasco? Ligabue? Ma quando mai! Il più rock è E. Bennato “Viva la mamma, affezionata con la gonna un po’ lunga…” e “Sono o non sono il Capitan Uncino??…“. Ma anche Elio e le Storie Tese, tributo al Lui papà “Canto iooo!! Nooo, canto ioooo” (Complesso del primo maggio). E Lucio Dalla “Plom, Plom, Plom Plom Plom… attenti al lupo Uh!

3) Metal italiano, cioè i Nanowar of Steel “Drago dragone, brutto cafone, non ti vogliamo piuuu” perla inarrivabile pescata da Lui, una hit potentissima.

3) L‘italiano L’altro giorno Nano cantava pedalando in bicicletta un inno all’italianità. Non era “Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano… io sono un italiano, un italiano vero”. Bello come il sole cantava:

“Ooohh ohhh a me non me ne fRega tanto, oooohh ohhh io sono un italiano e canto, non toglieRmi il pallone e non ti distuRbo più, sono un italiano medio, nel blu dipinto di blu”.

E Toto Cutugno lasciò lo scettro del potere a J-Ax.

Copertina del Italiano Medio, Articolo 31

Grandi scoperte sull’Italia

Ho letto questo post, mi sono fatta un mare di risate e avevo in mente da un po’ di tempo di scrivere alcune delle simpatiche interazioni sul tema. Perché non stasera?
Sta diventando sempre più un blog da espatriata invece che il blog dedicato al mio lavoro: è che una freelance ha il suo ufficio in un portatile e le sue ore di lavoro, in italiano con parentesi di austriaco altoatesino e traduzioni in francese, sono mescolate con tutti gli altri aspetti della vita, e sono molti, calati nel contesto dell’altro lato delle Alpi, le Prealpi dall’altra parte, dove i fiumi vanno “al contrario” e le montagne sono a sud invece che a nord.

Premessa, noi siamo italiani. Io Lombarda, con intera famiglia Lombarda, mio marito Emiliano, con intera famiglia Emiliana. E allora, questi dialoghi diventano dei classici intramontabili e sono la fonte per gli amici tedeschi di grandi, grandissime scoperte.

Ma del Nord Italia!
Più di un vicino ha proposto il seguente scambio:
Buongiorno Sig./Sig.ra, lei è italiano?Sì
Ma, del Nord Italia??!!
Grandi scoperte: esistono gli italiani del Nord Italia.

Ma così chiari!
Ah, e questa è la mamma di R., la nostra famiglia italiana.
Ma… così chiari!!
Grandi scoperte: esistono gli italiani chiari

Ma biondi!! (Variante della precedente)
Sei italiana? Sì.
Ma… biondi!!
Grandi scoperte: esistono gli italiani biondi.

Fai la pizza?
Sei italiana… ma allora fai la pizza!!
Eh no, non so fare la pizza.
Ma come! Tutti gli italiani fanno la pizza!
No, io non la so fare… però se vuoi so fare la polenta…
Grandi scoperte: non tutti gli italiani fanno la pizza

Sono stato in Italia!
Da dove vieni? Sono italiana!!
Ah io conosco l’Italia, tu di dove sei? Di Como.
Due le opzioni:
Bello!! Io sono stato a Ischia. Bellissimo. (Como-Ischia: 860 km)
Bello!! Io vado sempre sul Lago di Garda. Non ho imparato l’italiano. (ma no…!!)
Grandi scoperte: l’Italia è lunga e stretta e di tutti i colori

L’Italia di Berlusconi
Da dove vieni? Italia!
Ahh!! Berlusconi!!
Mi sono sempre chiesta cosa dovrei rispondere qui, invece dello sguardo quasi colpevole che mi viene spontaneo.
Grandi scoperte: agli italiani non piace parlare di B.

Per poi giungere al finora imbattuto scambio di qualche settimana fa con la mamma di una bambina nuova del kita di mio figlio:
La Longobardia
Oh, ma Chiara, non avevo capito che eri italiana!! E’ vero? Sì, è vero.
Ma, non sapevo ci fossero gli italiani biondi!! Sì, ci sono.
Ma di dove sei? Sono di Como.
Sguardo blank
Ok… di Milano!
Aaaaahhhh!! Siete Longobardian!!!
Grandi scoperte: gli italiani si mettono a ridere facilmente

A chi somigliano gli italiani?
Al di là di ogni stereotipo c’è una mia cara amica, che segue da ormai 3 anni un corso di italiano alla Volkshochschule, con dubbi risultati. Presa dall’entusiasmo di girare con un’italiana “vera”, mi ha portato in una nota pizzeria del luogo, di proprietà di una famiglia italiana, con tanto di statua gigante di Padre Pio nel carinissimo garten.
“Chiara sai, certo che tu e la tua famiglia siete proprio simili a noi, molto più che a loro”.
Grandi scoperte: l’Italia è di tutti i colori e comunque in Italia queste cose non si dicono.

Ho spiegato che per capire se una persona è italiana o no bisogna controllare che sappia arrotolare gli spaghetti sulla forchetta e mangiarli. Mio figlio dunque non sarebbe italiano… ma questa è un’altra storia.