The two Fs

Geography could have helped: living in Germany is not like living across the Ocean and there’s full of different travel options, less then 1 hour fly from Milan, 5 hours drive from Como to Stuttgart.

But.

My family is not like any family and it is extremely different from any Italian Family stereotype – meaning relaxed people, mommy full time in the kitchen and dad at work. My parents work more than anyone could imagine, they are successful too, they have 3 adolescents to take care and, being both active, fast and furious, they have no free time. They need at least one week to organize themselves from the moment I call them and there is no chance they could stay with us for more than 2 days: it is not that they don’t love me or my children, but actually there is no way they could be of any help in an emergency.

Then?

If you are like me, living in a foreign country with no Family available, you know you’re not alone, you can rely on the other F, Friends. By the way, I am always telling my son that “Friends (relationships) are the most important thing in life“, it is time to prove it.
In a few weeks I will probably need some help, even if I hate disturbing others with my own problems and I’ll do all I can to avoid it. I am touched that so many offered their help and I’ve hanged a list of their names and telephone numbers on the fridge. Any time I fear birth / the trip to the hospital / any other complication, I read it aloud again and I don’t feel panic  anymore – and of course I suspect most of my fears are caused by the hormones.

What could I do for those wonderful people when everything will be fine again: a special ThankYou party? A little present? Any ideas?

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p.s. Sorry, I just wanted to talk about the two Fs. It goes without saying, I have the best Team partner.

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Musìk!

Tempo fa avevo visto questa bellissima vignetta su Facebook del disegnatore di comics Evilkids – questo il sito.

 

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Immagine Evilkid Production http://www.evilkid.com

Ecco, sta succedendo circa questo. Io e Lui, dal passato, presente e futuro ben diverso, stiamo affrontando con una certa sorpresa l’ingresso in casa di musiche dell’orrore. No, non lo Zecchino d’Oro, i due Liocorni, il cowboy Arturo, Backe Backe kuchen e Alle meine Ente, cavalli di battaglia degli asili italiani e tedeschi. E’ il puro trash dilagante tanto caro agli amici tedeschi, quelle canzoni tamarre après-ski davanti alle quali uno non può far altro che chiedersi il perché. E soprattutto ci chiediamo perché facciano parte della colonna sonora di tutte le festicciole dedicate alle famiglie.

“E io volo, io volo, come una mosca, sono forte, forte, forte come una tigre, e così grande, grande, grande come una giraffa, così in alto, così in alto. E io salto, salto, salto continuamente, e nuoto, nuoto, nuoto verso di te, ti prendo per mano e dico oggi è così una bella giornata”

Il cavallo rosso se posso è un tantino peggio

 

Ma il re dei tamarri definitivo, quello da cui  la Cristina D’Avena nostrana avrebbe molto da imparare, è tale Volker Rosin, specializzato in musica per bambini, non in après-ski.

Il tizio cicciotto biondo è lui, l’inimitabile. Questo è solo il pezzo che da noi va per la maggiore. Ma consiglio fortemente l’ascolto di Ich habe eine Tante in Marokko, e vediamo se si risvegliano ricordi di cacce del leone (pemm pemm) nella foresta equatoriale.

Insomma, se in casa Nana parla solo ed esclusivamente di Cecco e Cipo, se Nano sa cantare tutto il Cimino, dacci oggi e sempre il nostro pezzo trash quotidiano.

Semplicemente Avanti

Spendo due parole, le ultime giurin giurella, sulle feste in Germania. Le feste natalizie in Germania sono bellissime, quelle natalizie sono stupende, profumate, colorate e tradizionali. E’ la prima volta che le passiamo interamente a casa e abbiamo potuto toccare con mano sì la bellezza, ma anche la stranezza.

Si sa, perché lo ripete la stampa italiana con malcelata invidia, che la Germania è “avanti”. Ma quanto avanti? Beh, io ora lo so.

Abbiamo cominciato ad essere avanti il 24 dicembre. Intanto Babbo Natale arriva per i bambini tedeschi il 24 in giornata e non nella notte. Già avanti di almeno 12 ore. Noi abbiamo mantenuto il fuso italiano e Babbo Natale e Gesù Bambino si sono manifestati nella notte tra il 24 e il 25, con apertura regali il 25 mattina.

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Chiesa di Weil der Stadt

Sempre il 24 dicembre, i Nonni Imbruttiti erano a caccia della tradizionale “Messa di Mezzanotte” cattolica in un Land protestante evangelico. Alcuni pittoreschi paesini in Baden-Württemberg hanno tradizione cattolica, tra cui la bellissima Weil der Stadt, città natale di Keplero. La chiesa (cattolica) di Weil der Stadt è decisamente da visitare, specialmente la notte di Natale con la celebrazione cantata da un coro professionista e accompagnata dal gigantesco organo.
E a che ora è la Messa di Mezzanotte della Notte di Natale a Weil der Stadt? Alle ore 22.00. Due ore prima. E infatti finisce alle 23.15. Quarantacinque minuti prima. Un caso isolato? No, in tutte le parrocchie cercare in rete l’0rario era quello.

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Pranzo di Natale, 25 dicembre, ore 11

Il 25 dicembre il Pranzo Natalizio si è svolto a partire dalle 11.15, per esigenze di prole abituata agli orari del Kindergarten e per esigenza di mammax3 che si è rifiutata di cucinare 2 volte di seguito. Rispetto al fuso orario della Brianza, per il quale si pranza intorno alle 12-12.30 possiamo conteggiare un’ora di anticipo.

 

 

 

 

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Invito Silvester Party, 29 dicembre, ore 14,30

Ma i festeggiamenti di fine anno, con la festa di San Silvestro, hanno superato qualsiasi organizzazione bislacca.
Abbiamo ricevuto un invito ad un Silvester Party per il 29 dicembre, alle ore 14,30. Non ci credete? Ecco la prova. 2 giorni di anticipo sulla tabella di marcia mondiale, mica briciole.

 

 

E non è finita qui. Il 31 dicembre, questa volta il giorno giusto, abbiamo festeggiato con ben 2 cenoni: il primo, alle 18 con i Nani e polenta e formaggio. Il secondo alle 22.00 con cotechino e lenticchie, io, Lui e il cugino Michele.
Poi noi, che siamo amanti della tradizione, abbiamo brindato al nuovo anno alla mezzanotte, in paese hanno acceso i fuochi artificiali e siamo passati al nuovo anno allineandoci al mondo fuori dai  confini tedeschi.
E adesso, non dite che non siamo Avanti.

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Comincio dalla fine: queste sono le facce esauste all’uscita

Visto che qualcuno me l’ha chiesto, vi racconto come è andata la famosa riunione genitori del Kindergarten, durata dalle 20.00 alle 23.30 in un tripudio di discussione animata, perché tutto il mondo è paese, in questo caso tutto il mondo è un paese piccolo piccolo.

Ricordate la Famiglia Stronzi? Bene, la mamma degli stronzi è la capofila di quegli 8 che si sono offerti di far parte del Elternbeirat, il consiglio genitori. A mio parere l’interesse verso “chi sono” i componenti del consiglio genitori dovrebbe essere tendente a zero: simpatici o antipatici, intelligenti o dementi, hanno un ruolo nullo nell’educazione impartita al Kindergarten. Hanno un ruolo attivo nell’organizzazione delle iniziative collaterali, feste di Natale, di Pasqua, dell’Estate e fanno qualche proposta alla direttrice e magari, ma non ne sono certa, alzano la voce se c’è qualcosa che non va.

La direttrice è una che dorme in piedi e che non ci fa, ci è. Data la situazione, quasi tutti hanno dei problemi col personale insegnante cioè che alcuni dormono in piedi o seduti, come la suddetta direttrice. Di questi problemi, citando vari esempi e situazioni, potremmo parlare per ore, ma quello che è risolutivo, modesto parere di una rompiscatole, è chiedere appuntamento con l’insegnante e tentare di dargli una svegliata tenendo alta la pressione. Quello di cui non mi aspettavo di dovere parlare è del livello di competenza del consiglio genitori (ce ne frega qualcosa?) e del ruolo della madre degli Stronzi all’interno (di nuovo, ce ne frega qualcosa?). Il retroscena di cui io, Ausländer, non potevo essere a conoscenza, è che la madre degli Stronzi è al centro della lotta tra due tribù mammesche, la tribù che pensa che sia una stronza e la tribù che pensa che sia un genio. Nel privato ho simpatia per la prima tribù ma me lo tengo per me. Poi mercoledì ho conosciuto le supporters dell’altra fazione e ho capito tutto: le supporters della mamma degli Stronzi sono, ahimè, “mamme sceme”.

La serata è stata vivacissima: la mamma degli Stronzi è risultata l’unica che non rileva i problemi col personale di cui sopra, le mamme sceme sono le uniche due che sostengono la sonnolenza cronica della direttrice. In un’altra occasione, informale con solo alcune amiche, in proposito avevo suggerito un thermos di caffé espresso che mi sarei impegnata a portare all’asilo tutte le mattine.
Da parte mia sono stata impegnata (ma ero stufa e volevo andare a casa) da una mini discussione con una mamma scema in cui io parlavo di una cosa e lei rispondeva con un’altra, culminata in due momenti indimenticabili con un’altra mamma che si alza in piedi e sbotta “oh, ma la Chiara è mezzora che sta dicendo un’altra cosa!!” e il momento di debolezza in cui sono uscita con un italianissimo “No, qui non ci capiamo…” per poi proseguire in tedesco.

La misura è stata colma alle 23.35, mentre esausta mi avviavo all’uscita: la mamma scema con cui ho discusso si avvicina e chiede “ma tu da dove vieni?” e io “perché? …Italia, Como.”. Risposta: “Italia? Ah. Io pensavo fossi olandese, dall’accento.” Sì, certo, ho l’accento olandese. Avete capito perché “mamma scema”?

Italian Slang

Andrea, mia carissima amica, mercoledì mattina mi ha accompagnato ad una visita dal ginecologo. Alle 8 di mattina l’appuntamento e io pensavo d’essere la prima paziente della giornata, invece c’erano già nello studio altre 3 pazienti panciute, 2 in piedi avevano il classico passo da ippopotamo gravida. La terza era in sala d’attesa e di lei ho notato di sfuggita solo la pancia e frettolosamente l’ho collocata nel tris di gravide (quatris se mi ci metto anche io, anche se la pancia per ora non si vede ancora).

Tornando a casa, Andrea mi spiega che la tizia in sala d’aspetto non è incinta, che è una sua amica d’infanzia con cui ha avuto uno screzio anni fa e da allora non si salutano più. In poche parole, si è trattato di una amicizia di convenienza protrattasi per anni, con prestiti di soldi e aiuti a pioggia, finché, intorno ai 25 anni, l’allora fidanzato di Andrea oggi suo marito, non ha suggerito di darci un taglio. Da allora fine dell’amicizia e fine di ogni rapporto.
Come avrete capito, Andrea (ed anche sua madre è della stessa pasta) è tra le persone più buone del mondo, con una generosità straripante che non chiede mai niente in cambio.

Di fronte ad un bel caffé, Andrea cerca tristemente di descrivermi la sua ex amica “sai, ha sempre chiesto e io le ho sempre dato tutto… è tra le persone più cattive che conosco… non saprei come descriverla…” E io: “In poche parole… E’ una Stronza!” Andrea studia italiano da più di 3 anni, con dubbi risultati, e si mette a ridere. “Cosa vuol dire Stronza?”
Mi spiego: “le persone come la tua amica, in italiano si chiamano Stronze. E’ aggettivo, puoi fare Stronzo, Stronza, Stronzi, Stronze”.
Andiamo avanti, caffé e spetegulèss “Poi ha quella faccia, ti guarda sempre dall’alto in basso… non è che sia proprio brutta, ma ha l’espressione antipatica…” E io: “Ah , ha la Faccia da Culo!” Giù a ridere di nuovo, perché “culo” e “faccia” sa cosa vogliono dire e ci metto pochi secondi a spiegarle l’espressione tecnica.

Andrea riassume, in italiano zoppicante: “Ho-capito. Lei – è – una – Stronza – con – Facia – da – Culo”. Giusto.

Stamattina aspetto lei e la madre per la lezione di italiano e un buon caffé. Non che io mi vanti di essere una grande insegnante di italiano, ho fatto solo 1 corso all’università sull’insegnamento dell’italiano come L2 ma non ho mai preso certificazioni in tal senso visto che la mia carriera lavorativa ha poi imboccato un’altra strada. Però me la cavo e vedo che i risultati ci sono, le mie due amiche sono molto migliorate e io sono soddisfatta, per loro soprattutto. Sì, perché 3 anni di lezioni alla VHS con tale Maria di Bari non hanno portato grandi frutti e allora mi hanno chiesto di fare un po’ di conversazione e di chiarire i punti (per ora tutti) che non hanno capito. Non voglio dire che la Sciura Maria sia una insegnante scarsa (anche se in 3 anni e  più di corso, i livelli sono deludenti e non può dipendere solo dagli studenti). E che non è una insegnante di italiano, bensì una madrelingua italiana nata in Germania. Ha alcune lacune di grammatica e di conseguenza difficoltà a spiegarsi di fronte a persone che si approcciano all’italiano come L2.

Dopo la lezione di Slang, oggi pronomi personali soggetto e complemento. Buona giornata!

Se a qualcuno interessasse, questo è tra i migliori libretti pocket per chi studia italiano (partendo dal tedesco). Per chi viaggia, ma anche per chi è interessato a un italiano colloquiale, veloce, d’uso quotidiano. “Reise Know-How Verlag Peter Rump GmbH; Auflage: 3. Auflage (25. Juli 2014)”

Wir sind in Deutschland, hier!

Today I got the “famous” remark, from a 4 year old kid while I was leaving my kid in Kindergarten. I’ve heard similar experiences from other Italian -but also English, French etc…- mothers, but it never happened to us and it was sad and still very funny.
It was sad because I can’t believe this is a 4 years old kid idea, and he should definetly have heard that somewhere. It was funny because this kid understood that sometimes he is a idiot should keep his mouth shut.

I had already left my babygirl in Nest and I was kissing goodbye to my boy in Kindergarten. Speaking Italian, of course. This kid came from the back and said “Wir sind in Deutschland, hier“, we are in Germany here.
I was stunned “Und so?”
Ihr dürft Deutsch reden” You should talk German.
Aber Ich kann 4 Sprachen reden. Wie viel kannst du?” But I can speak 4 languages. How many can you?
He thought a little bit and than sadly answered: “Ein“.
Than my boy took courage “Und Ich kann 2 reden!!” And I can speak 2!
And the boy replied: “Nein du kannst auch nur Deutsch!” No, you can speak only German too
My boy with a very strong “you idiot” tone “Nein, Ich kann Deutsch UND Italienisch reden!!” No, I can speak German and Italian

I would really love to meet the boy’s parents and handshake.

La Famiglia Stronzi e il razzismo

E’ brutto dire che dei bambini sono Stronzi, però non mi è ancora venuto in mente un aggettivo più calzante per i due bambini, sorella e fratellino, che ho in mente.
So anche che non è colpa loro, non del tutto almeno: la genetica e l’educazione qualcosa devono avere fatto se a 4 anni lei e 2 anni lui si ritrovano ad essere due bambini Stronzi.
Vorrei evitare i soliti ragionamenti sterili sui “bambini tedeschi” e sui “bambini italiani”, su come vengono educati etc, perché gli stronzi sono una razza trasversale a qualsiasi nazionalità ed etnia, un po’ come gli stupidi e i molto intelligenti. Gli stronzi sono una minaccia vagante che è bene identificare per poi starne alla larga il più possibile.

Così ha fatto Nano che ha a che fare con la bambina 4enne stronza al Kindergarten: si è comportato con molta intelligenza (passatemi l’orgoglio di mamma :)) e semplicemente quella bambina “antipatica” non la considera minimamente e si fa i cavoli suoi. Tutto un altro atteggiamento quello di Nana: è in classe con il fratellino stronzo e lei no, non è una che si fa i cavoli suoi, soprattutto quando vai a pestare le sue esigenze. Insomma è già capitato che, al secondo rifiuto da parte del bimbo stronzo di lasciare libera l’automobilina a spinta, Nana abbia lanciato l’urlo di guerra e l’abbia tirato per un braccio, causando l’offesa mortale del bimbo stronzo e, temo, scatenando l’offesa della madre degli stronzi.
Direi che, in fondo, ai miei figli quei due bambini stronzi non recano alcun danno. Nano se ne frega e Nana si difende al bisogno e sul loro atteggiamento nei nostri confronti (da quando ha scoperto, con l’ultimo treno “sono così biondi”, che siamo italiani la madre degli stronzi non saluta e non parla, insperata fortuna) ci avrei riso su volentieri se gli stronzi non avessero causato, per altri bambini, del dolore profondo che mi ha toccata moltissimo.

Qualche settimana fa la Famiglia Stronzi tornava a casa dall’asilo con un altro paio di mamme e figli, tornavamo anche noi e abbiamo incontrato la famiglia francese originaria del Cameroun di cui parlavo in altri post. La bambina stronza ha iniziato a prendere in giro la più grande delle bimbe di colore, seguita dal fratellino stronzo. “Diana Cioccolato – Diana cioccolato – Diana cioccolato”!. Una stupidaggine da asilo ripetuta all’infinito: ma la bimba ahimè ci è rimasta malissimo, si è offesa molto del canzonatorio ritornello, ed è stata inconsolabile della presa in giro finché non le ho fatto notare che “il cioccolato è molto più buono del frischkaese” e mi ha dato ragione.
Non so se la storia sia morta qui o se venga presa in giro anche al Kindergarten: mi ha fatto male vedere la bimba soffrire molto per un razzismo da due soldi. Perché gli stronzi hanno la maledetta caratteristica che possono fare male, anche se hanno 4 e 2 anni. Mamme, voi cosa avreste fatto?
Io non so se ho agito correttamente, probabilmente no. L’ho messa sul banale per cercare di lenire una sofferenza che posso solo immaginare ma non capire fino in fondo. Mi aspettavo un rimbrotto dalla madre degli stronzi che ha fatto l’indifferente e so perfettamente che se avessi sentito una roba del genere uscire dalla bocca dei miei figli gli avrei tirato un calcio nel sedere volante.

Anche io dentro sono come loro, razzista e pure un po’ stronza. E so che l’etichetta Famiglia Stronzi, potranno tentare di staccarla e lavarla per tutti gli anni a venire, ma non riusciranno mai a togliersela.

Immagine da Google Immagini

A Pasqua ca*** tuoi

Immagine United Colors of Benetton, dal web

Natale con i tuoi e a Pasqua ca*** tuoi. L’immagine sembra non c’entrare niente ma ci arrivo.

Molti expat sono tornati ad infilare i piedi nello Stivalone col tacco, perché “la Pasqua si fa in famiglia”, noi siamo rimasti a casa: un po’ perché ci piace farla qui, un po’ perché i miei  seppur invitatissimi, seppur con due nipoti che li attendevano, si sono dati alla macchia. Un fuggi-fuggi generale, partito da quel Coccoricò di mio fratello che si è sparato una gita a Roma (partenza lunedì dell’Angelo) a cui si sono aggregati bellamente i miei due genitori imbruttiti che – udite udite- per Roma hanno rinunciato a DUE effettivi giorni lavorativi, cioè oggi e domani.
Il cielo, le stelle, il sole e tutti gli dei si sono fermati a guardare. E noi, nell’incredulità, ci siamo attaccati al tram.

Così abbiamo invitato mio suocero, che altrimenti avrebbe passato Pasqua da solo nella tremenda piana nebbiosa. Lui, al contrario dei nonni imbruttiti di cui sopra, ha investito un totale di ben 3 giorni lavorativi, aggiunti ai festivi, per passare ben 5+1 giorni con i nipotini. No, non è in pensione.

MammaX2 ha molte risorse, quindi ho invitato una coppia di amici del Lussemburgo + cane a passare il weekend da noi, con l’idea che facessero le veci della mia famiglia, visto che la mia effettiva ha dato la vittoria al Papa 1:0. E non per approfittarmene, sono due davvero avanti che ognuno vorrebbe avere come genitori acquisiti.
Col senno di poi, avrei dovuto saperlo che investirli del potere di rappresentare la mia famiglia avrebbe portato a nient’altro che questo: per motivi di lavoro urgente, non hanno potuto venire.

Ho cucinato, sgridato i figli che quando ci sono i nonni – anche uno solo – fanno quello che vogliono, mi sono divertita, ho avuto pazienza. E nella migliore tradizione expat mi hanno teso la mano mica i parenti, ma gli amici di sempre, sia domenica, sia lunedì, e oggi ci hanno messo il becco le molte mamme del kindergarten con le loro chiacchiere e i loro sguardi di supporto.

In tutto questo incastrarsi di persone ed eventi, sono stati giorni molto più tranquilli e meno disastrosi rispetto alle mie previsioni catastrofiche e non ho potuto fare a meno di essere ultra contenta: sabato è nata Joanne, la terza figlia di una cara amica. Sabato pomeriggio quindi ero in ospedale, nello stesso dove 10 mesi fa è nata Nana, con questa famiglia francese di origine camerounense, tutti di colore (scurissimo) per intenderci. Tutti felici e gasati che io e Nana fossimo lì, un calore famigliare incredibile nella gioia di una nuova creatura ricciolina.

Nana panna ha vinto un’altra nonna cioccolato fondente e ha fatto una foto con lei, come tutte le altre bambine cioccolatine, newborn compresa. Sì, la mia famiglia saranno andati a sentire l’odore stantìo della santità ma il miracolo della vita e dell’uguaglianza, facendo la Pasqua di ca*** miei a questo giro l’ho visto io.