Kindergarten, inserimento #2

Due anni fa si parlava dell’inserimento di Nano al Kindergarten (qui e qui), dopo i due anni di kita in un altro paesucolo. Ed ecco che oggi, a due settimane dal passaggio, parlo dell’inserimento al Kindergarten di Nana, dopo due anni passati nello stesso edificio a piano terra, al nest.

Spostarsi da piano terra al piano superiore, raggiungendo il fratello maggiore, sulla carta sembrava un passaggio dolcissimo. Nana era felice, le attività del nest cominciavano a starle un po’ strette. Poi è arrivata la settimana di Schnuppern, in cui è andata con le adorate maestre del Nest a “spiare” il Kindergarten al piano di sopra. Belli i giochi, bello c’è il fratello maggiore, bello che ci sono tante stanze…. ma si è resa conto che le sue amiche del cuore non sarebbero venute con lei. Eh già, perché il passaggio si fa in concomitanza con il compleanno, nel caso di Nana due settimane prima. Katharina, Henriette e Anna arriveranno nei prossimi mesi.

Una fatica immane, ecco cosa è stato. Nana con una tristezza dentro profondissima e una lucidità sorprendente nel guardarsi dentro e spiegare che cosa prova, tristezza, fastidio, antipatia verso certi bambini più esuberanti e gratitudine verso il fratello che per lei, dall’alto dei suoi 5 anni, si è speso molto.

Io quel maestro non lo voglio – Il maestro di riferimento, soprannominato privatamente “lo Zombie”, non è stato di aiuto perché in uno staff di livello buono lui è un povero pirla un po’ poco intuitivo. Intanto i primi giorni pensava che Nana piangesse per il distacco dalla mamma: io, ma anche le maestre del Nest, a dirgli che non era così, che le mancavano le sue amiche, e lui non ci voleva credere. Poi ha deciso che nel pomeriggio era stanca e Nana ci ha pensato da sola a chiarirgli “non sono stanca, sono triste”. Lui non era ancora convinto. Incompresa, scocciata e infastidita, Nana ci ha messo poco a a farlo  passare dalla parte del cattivo, perché “lui non mi lascia andare sotto (al piano terra) dalle mie amiche e dalle mie maestre. Io voglio le mie maestre, non voglio lui.” Ho provato ad insistere, perché non lo vuoi? “Perché è un maschio!” Ma anche il maestro Cedric al Nest è un maschio e ti è sempre piaciuto! “Eh, ma il Cedric era bello!” Con questa ho lasciato perdere, perché sì, ha ragione, anzi ragionissima, il nuovo maestro è proprio brutto.

Ho paura del maestro Alexander!! Il maestro Alexander è un uomo un po’ grosso e un po’ burbero, sull’età, un pezzo di pane. Però, soprattutto coi bambini scalmanati, ci tiene al rispetto delle regole. Ora, al primo primissimo giorno Nana è rimasta scioccata che un bambino sia stato sgridato, con un tono di voce profondo da uomo e non con la voce soave femminile. In più, Alexander ha la barba, anzi, l’ha tagliata qualche giorno fa e Nana era molto divertita.

Quelle non sono le mie amiche. Le mie amiche sono sotto! Quelle non sono le mie maestre, le mie maestre sono sotto! Questo è ancora il punto dolente. Non che non conoscesse nessuno al piano superiore, tutt’altro, conosceva già qualche bambina della sua età e quasi tutti i bambini più grandi, amici del fratello. Ma nel suo dolore per avere perso la compagnia quotidiana delle sue amiche non ha voluto dare una chance a nessuno per una decina di giorni, né ai bambini né agli educatori. Le uniche amicizie che ha accettato sono le amichette di suo fratello, il cui istinto fraterno (o materno?) ha fatto i salti di gioia all’idea di giocare ad avere una sorellina più piccola.

Ormai va meglio, anche se le sue amiche le mancano, tanto, e tentiamo di vederle il più possibile al di fuori della vita scolastica. Le settimane passano e a breve una delle amiche del cuore si sposterà al piano superiore e in autunno arriveranno le altre.

Nel frattempo, i report di Nana danno notizia di nuove amicizie, non forti come le “sue amiche primarie” ma accomunate da uno strano particolare: tre bambine e un bambino che all’asilo non parlano. Per ragioni diverse: una bambina è tedesca e timida oltre misura, il bimbo marocchino capisce il tedesco ma parla solo arabo, la seconda bambina solo greco, la terza bimba non capisce ancora il tedesco e parla solo arabo siriano. Ho fatto qualche domanda a Nana che scocciatissima dalla mia stupidità mi ha risposto “Io parlo e intanto giochiamo insieme. Non parlano perché non hanno la voce!”. Ah, ecco.

Beh, buon Kindergarten piccola mia, coi vecchi e coi nuovi amici, possano sempre riempire di risate e giochi le tue giornate.

Appunti per me stanca

Prendo qualche minuto per aggiornare sui recenti avvenimenti a Warmbronn, direi Warmbronner Chronicles praticamente, ma anche per mettere nero su bianco e rendermi conto più chiaramente dei movimenti cosmici. Insomma, questo post è un appunto per me, stanca.

Sto correndo come una disperata e ieri mattina il Nano ha detto ad un suo amico “la mia mamma cammina più veloce della tua” e non so se questo sia un bene. Il lavoro è inaspettatamente ripartito, ero io quella che un anno fa piagnucolava che non sarebbe mai più riuscita ad entrare nel mondo del lavoro. Ho a che fare con una che si nega al telefono e per email ma mi sono attaccata al suo polpaccio come un cane e non la mollo, infatti ieri, dopo telefonate ipocrito-gentili come mio stile e email varie, mi ha risposto con quello che mi serve e via che si parte.. Martedì sera fino alle 2 di mattina ho tradotto, col risultato che il giorno successivo ero bianca come un fantasma e tutta rinco, anche perché non mi ero ancora ripresa completamente dal weekend.
Il weekend l’abbiamo passato in Italia ven-sab-dom, domenica sera eravamo a casa e lunedì il Nano ha compiuto 5 anni, con tanto di cesto da riempire di piccoli regali per i bambini del suo gruppo all’asilo e a seguire festa pirata dalle 16 alle 18. Sulla festa ci sarebbe bisogno di un discorso a parte perché è stato un successo ma anche un lavoro abnorme (rimando qui per un sintetico prospetto) e sono arrivata al punto di comunicare ufficialmente al Nano di non permettersi di dire che qualcosa non andava bene perché l’avrei fatto volare dalla finestra. Alla faccia del positive parenting. A fronte della festa abbiamo una lista di inviti “riparatori” per chi non è stato invitato (cfr post qui), che si accavallano con la vita da mini-socialite della Nana. Per dire, martedì pomeriggio c’erano già ospiti.
Stamattina sono partita dicendo “devo fare una stampata”, poi ora che ho trovato della carta non dipinta dalla prole, ora che il Nanino mi ha permesso di staccarmi da lui per schiacciare Stampa, sono passati 30 minuti.
Sto litigando con whatsup perché mi hanno chiesto di organizzare una cena di madri dell’asilo nido, perché a me, cosa ho fatto di male? E proprio io che ci impiego minuti a scrivere su whatsup in tedesco e che qualche volta devo usare il vocabolario? Per la cronaca, sembra che quella che mi ha chiesto di organizzare il tutto non venga alla cena: ma allora cosa sollevi iniziative, mettendo di mezzo me, se tu non partecipi?? Grrr.
Domani, con il tradizionale anticipo su tutti i calendari c’è la festa di carnevale e la sera, udite udite che sabato sera da urlo, il Tupperparty.

Wonderwoman però deve ancora cercare la maglia di Superman, rimpicciolire la tuta di Spiderman, sistemare il simbolo di Batman e ritagliare le stelle da mettersi sulla gonna… e Ironman ha chiesto di cucirgli la tasca dei jeans.
La dura vita del supereroe.

Il vero Svevo si complica la vita

Mi stanno succedendo un bel po’ di cose, ma allo stesso tempo ci sono persone che stanno vivendo momenti ben più faticosi delle mie banalità lavorative / sociali, quindi è per questi eroi di pazienza e di coraggio che racconto questa storia particolarmente ridicola di regole sociali non scritte della zona più tirchia della tirchia Germania.

Parlavo con amici di regali e di quanto ammonterebbe la busta con i soldi socialmente corretta in occasione di un matrimonio o di un funerale (scopro ora che si imbucano o consegnano carte di condoglianze contenenti denaro).

Vi spiego con un esempio come funziona, se riuscite a seguirmi perché il vero Svevo si complica la vita.
Poniamo che Gloria e Gustavo si siano sposati 20 anni fa. Avevano la lista nozze e alcuni hanno regalato delle buste con i soldi. Gloria e Gustavo stampano la lista nozze e riportano quanto ciascuno ha speso, buste comprese, in quella occasione. Mettiamo che il figlio dello zio Peppino, che chiameremo cugino Erminio, si sposi il mese prossimo: quanti soldi mettere nella busta, si chiede il vero Svevo, che smania dalla voglia di complicarsi la vita? Va a recuperare la lista del suo matrimonio di 20 anni fa e controlla quanto lo zio Peppino aveva pagato per il matrimonio (al tempo cugino Erminio era un bimbo). XX marchi tedeschi? Benissimo, allora si cambia in Euro, poi si fa una valutazione sul potere d’acquisto per stabilire la cifra, in valore attuale, spesa quella volta da zio Peppino. Mettiamo che da questo calcolo venga fuori circa 50 euro, che sono il punto di partenza.
Adesso il vero Svevo ipotizza quanto spenderà il cugino Erminio a testa per il pranzo nuziale, magari cercando su Google il ristorante in questione: stimiamo 40 euro a testa, quindi per Gloria e Gustavo, entrambi invitati, 40 x 2 = 80 euro. A questo punto abbiamo 2 indizi: dobbiamo avere una cifra = o > di € 50 che deve anche essere > € 80 , perché se gli diamo i soldi solo per pagare il pranzo non rimane niente di regalo.
Tra i 90 e i 100 euro risulta in questo caso la cifra socialmente accettata da dare per il matrimonio del cugino Erminio.

La stessa cosa succede con i funerali, su cifre più piccole ma su un lavoro di registrazione più complesso. Quando è mancato il padre di Gustavo, 10 anni fa, già con l’Euro, la madre ha preso tutte le carte di condoglianze e ha listato chi ha offerto e quanto (dal panettiere al compagno d’infanzia), di modo che se e quando mancherà il padre del panettiere o il parente del compagno d’infanzia, potranno andare a verificare gli importi e regolarsi per donare a propria volta. Sarà quindi una cifra uguale o maggiore a quanto donato da inserire nella busta. Mi dicono che le cifre in queste occasioni vanno da € 5 ai € 20.

Mi avvisano inoltre che è frequente anche la stima di quanto avrà speso per il regalo di compleanno per un bambino, in modo da avere un riferimento per ricambiare.

Adesso che vi ho informati, ve lo dico: sono 4 anni che sbaglio tutto. Non ho idea di Chi abbia regalato Cosa (per non dire Quanto) per il mio matrimonio 2 anni fa. Non ho idea di Chi abbia regalato Cosa (e Quanto abbia speso) per i regali di compleanno dei Nani. Certo, è capitato di dovere fare dei regali, ma non ho mai conteggiato niente. Perché noi (italiani? emigrati? pigri? anime semplici?) i regali li facciamo col cuore, non con la calcolatrice.

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Immagine dal web su http://www.spreadshirt.it

 

The two Fs

Geography could have helped: living in Germany is not like living across the Ocean and there’s full of different travel options, less then 1 hour fly from Milan, 5 hours drive from Como to Stuttgart.

But.

My family is not like any family and it is extremely different from any Italian Family stereotype – meaning relaxed people, mommy full time in the kitchen and dad at work. My parents work more than anyone could imagine, they are successful too, they have 3 adolescents to take care and, being both active, fast and furious, they have no free time. They need at least one week to organize themselves from the moment I call them and there is no chance they could stay with us for more than 2 days: it is not that they don’t love me or my children, but actually there is no way they could be of any help in an emergency.

Then?

If you are like me, living in a foreign country with no Family available, you know you’re not alone, you can rely on the other F, Friends. By the way, I am always telling my son that “Friends (relationships) are the most important thing in life“, it is time to prove it.
In a few weeks I will probably need some help, even if I hate disturbing others with my own problems and I’ll do all I can to avoid it. I am touched that so many offered their help and I’ve hanged a list of their names and telephone numbers on the fridge. Any time I fear birth / the trip to the hospital / any other complication, I read it aloud again and I don’t feel panic  anymore – and of course I suspect most of my fears are caused by the hormones.

What could I do for those wonderful people when everything will be fine again: a special ThankYou party? A little present? Any ideas?

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p.s. Sorry, I just wanted to talk about the two Fs. It goes without saying, I have the best Team partner.

Semplicemente Avanti

Spendo due parole, le ultime giurin giurella, sulle feste in Germania. Le feste natalizie in Germania sono bellissime, quelle natalizie sono stupende, profumate, colorate e tradizionali. E’ la prima volta che le passiamo interamente a casa e abbiamo potuto toccare con mano sì la bellezza, ma anche la stranezza.

Si sa, perché lo ripete la stampa italiana con malcelata invidia, che la Germania è “avanti”. Ma quanto avanti? Beh, io ora lo so.

Abbiamo cominciato ad essere avanti il 24 dicembre. Intanto Babbo Natale arriva per i bambini tedeschi il 24 in giornata e non nella notte. Già avanti di almeno 12 ore. Noi abbiamo mantenuto il fuso italiano e Babbo Natale e Gesù Bambino si sono manifestati nella notte tra il 24 e il 25, con apertura regali il 25 mattina.

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Chiesa di Weil der Stadt

Sempre il 24 dicembre, i Nonni Imbruttiti erano a caccia della tradizionale “Messa di Mezzanotte” cattolica in un Land protestante evangelico. Alcuni pittoreschi paesini in Baden-Württemberg hanno tradizione cattolica, tra cui la bellissima Weil der Stadt, città natale di Keplero. La chiesa (cattolica) di Weil der Stadt è decisamente da visitare, specialmente la notte di Natale con la celebrazione cantata da un coro professionista e accompagnata dal gigantesco organo.
E a che ora è la Messa di Mezzanotte della Notte di Natale a Weil der Stadt? Alle ore 22.00. Due ore prima. E infatti finisce alle 23.15. Quarantacinque minuti prima. Un caso isolato? No, in tutte le parrocchie cercare in rete l’0rario era quello.

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Pranzo di Natale, 25 dicembre, ore 11

Il 25 dicembre il Pranzo Natalizio si è svolto a partire dalle 11.15, per esigenze di prole abituata agli orari del Kindergarten e per esigenza di mammax3 che si è rifiutata di cucinare 2 volte di seguito. Rispetto al fuso orario della Brianza, per il quale si pranza intorno alle 12-12.30 possiamo conteggiare un’ora di anticipo.

 

 

 

 

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Invito Silvester Party, 29 dicembre, ore 14,30

Ma i festeggiamenti di fine anno, con la festa di San Silvestro, hanno superato qualsiasi organizzazione bislacca.
Abbiamo ricevuto un invito ad un Silvester Party per il 29 dicembre, alle ore 14,30. Non ci credete? Ecco la prova. 2 giorni di anticipo sulla tabella di marcia mondiale, mica briciole.

 

 

E non è finita qui. Il 31 dicembre, questa volta il giorno giusto, abbiamo festeggiato con ben 2 cenoni: il primo, alle 18 con i Nani e polenta e formaggio. Il secondo alle 22.00 con cotechino e lenticchie, io, Lui e il cugino Michele.
Poi noi, che siamo amanti della tradizione, abbiamo brindato al nuovo anno alla mezzanotte, in paese hanno acceso i fuochi artificiali e siamo passati al nuovo anno allineandoci al mondo fuori dai  confini tedeschi.
E adesso, non dite che non siamo Avanti.

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Comincio dalla fine: queste sono le facce esauste all’uscita

Visto che qualcuno me l’ha chiesto, vi racconto come è andata la famosa riunione genitori del Kindergarten, durata dalle 20.00 alle 23.30 in un tripudio di discussione animata, perché tutto il mondo è paese, in questo caso tutto il mondo è un paese piccolo piccolo.

Ricordate la Famiglia Stronzi? Bene, la mamma degli stronzi è la capofila di quegli 8 che si sono offerti di far parte del Elternbeirat, il consiglio genitori. A mio parere l’interesse verso “chi sono” i componenti del consiglio genitori dovrebbe essere tendente a zero: simpatici o antipatici, intelligenti o dementi, hanno un ruolo nullo nell’educazione impartita al Kindergarten. Hanno un ruolo attivo nell’organizzazione delle iniziative collaterali, feste di Natale, di Pasqua, dell’Estate e fanno qualche proposta alla direttrice e magari, ma non ne sono certa, alzano la voce se c’è qualcosa che non va.

La direttrice è una che dorme in piedi e che non ci fa, ci è. Data la situazione, quasi tutti hanno dei problemi col personale insegnante cioè che alcuni dormono in piedi o seduti, come la suddetta direttrice. Di questi problemi, citando vari esempi e situazioni, potremmo parlare per ore, ma quello che è risolutivo, modesto parere di una rompiscatole, è chiedere appuntamento con l’insegnante e tentare di dargli una svegliata tenendo alta la pressione. Quello di cui non mi aspettavo di dovere parlare è del livello di competenza del consiglio genitori (ce ne frega qualcosa?) e del ruolo della madre degli Stronzi all’interno (di nuovo, ce ne frega qualcosa?). Il retroscena di cui io, Ausländer, non potevo essere a conoscenza, è che la madre degli Stronzi è al centro della lotta tra due tribù mammesche, la tribù che pensa che sia una stronza e la tribù che pensa che sia un genio. Nel privato ho simpatia per la prima tribù ma me lo tengo per me. Poi mercoledì ho conosciuto le supporters dell’altra fazione e ho capito tutto: le supporters della mamma degli Stronzi sono, ahimè, “mamme sceme”.

La serata è stata vivacissima: la mamma degli Stronzi è risultata l’unica che non rileva i problemi col personale di cui sopra, le mamme sceme sono le uniche due che sostengono la sonnolenza cronica della direttrice. In un’altra occasione, informale con solo alcune amiche, in proposito avevo suggerito un thermos di caffé espresso che mi sarei impegnata a portare all’asilo tutte le mattine.
Da parte mia sono stata impegnata (ma ero stufa e volevo andare a casa) da una mini discussione con una mamma scema in cui io parlavo di una cosa e lei rispondeva con un’altra, culminata in due momenti indimenticabili con un’altra mamma che si alza in piedi e sbotta “oh, ma la Chiara è mezzora che sta dicendo un’altra cosa!!” e il momento di debolezza in cui sono uscita con un italianissimo “No, qui non ci capiamo…” per poi proseguire in tedesco.

La misura è stata colma alle 23.35, mentre esausta mi avviavo all’uscita: la mamma scema con cui ho discusso si avvicina e chiede “ma tu da dove vieni?” e io “perché? …Italia, Como.”. Risposta: “Italia? Ah. Io pensavo fossi olandese, dall’accento.” Sì, certo, ho l’accento olandese. Avete capito perché “mamma scema”?

Il Nikolaus e l’Ambroeus

Ieri 6 dicembre è arrivato “il Nikolaus”, il vescovo intendo, quello con il bastone e il cappello identico ai vescovi made in Italy, solo rosso e non bianco. Se sentite alcuni bambini chiamare “Nikolaus” la figura di Babbo Natale ditegli che si sono sbagliati, quello è il Weihnachtsmann (l’uomo del Natale), lo stesso che conosciamo in Italia con il cappello rosso con il ponpon bianco, le renne e il saccone.

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Der Heilige St. Nikolaus

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Der Weihnachtsmann

 

 

 

 

 

 

Il Nikolaus porta cioccolatini e piccoli regali, in pieno stile Befana: si prepara la calza o lo stivaletto la sera prima e al risveglio, se si è stati buoni, si trova un bottino di dolciumi, un piccolo dono ed è tradizione inserire mandarini e arance, in modo molto simile a come mia nonna raccontava dei suoi Natale da bambina.

Il nostro Nikolaus ha riempito una calza per ciascuno, io e Lui compresi, e anche una per il Nanetto in pancia, che ha ricevuto due ciucci Nuk nuovi pronti per lui. Nana ha avuto una bambolina, Nano invece la action figure di Darth Vader: per tutti cioccolatini assortiti e 1 banana a testa. Le banane? Sì, così il Nikolaus impara a dare incarichi in outsourcing a questa mamma!! I mandarini li avevo presi ma li ho lasciati alla cassa perché la cassiera si è accorta che ce n’erano 3 muffiti e mi sono rimaste solo le banane.

Nel tardo pomeriggio, tornati da una bella passeggiata, la nostra amica Sieglinde si è messa d’accordo in segreto per una apparizione magica del Nikolaus. Improvvisamente è suonato forte il campanello di casa, abbiamo aperto la porta e abbiamo trovato due sacchettini con biscotti, un libretto di Natale e una palla con la neve per ciascuno.

 
Inaspettatamente, i bambini si sono spaventati a morte. Già Nano era inquietato dal fatto che “il Nikolaus vede se fai il bravo o se fai il monello“, dopo la scampanellata improvvisa è scattata una preoccupazione che neanche l’apparizione di ulteriori dolci è riuscita a mitigare. Anche Nana era nervosa e ieri sera Nano mi ha chiesto di chiudere la porta a chiave e prima di dormire era preoccupato “ho paura che arrivi il Nikolaus”.
Stamattina, una volta verificato che non ci sono state altre violazioni di domicilio notturne da parte di questi inquietanti stalker soprannaturali che vedono tutto, Nano mi ha chiesto titubante”ma oggi, chi arriva?”
“Oggi è Sant’Ambroeus, ma arriva solo in Italia a Milano, da noi non arriva nessuno.” Ecco, bravo Sant’Ambroeus, sta’ à cà tua.

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Sant’Ambrogio

 

Shot di aceto

Per essere una che non si ammala praticamente mai, questo 2015 è stato un anno di cacca. Direi anche letteralmente, visto che negli ultimi 15 gg la mia famiglia, una persona per volta, ha preso ed emesso il virus del mal di pancia 2 volte ciascuno.

Risolto il problema virus, per non farmi mancare niente ieri sono stata da un medico, un sostituto molto avanti con l’età, che mi ha consigliato il rimedio definitivo a tutti i miei problemi: Obst Essig, aceto di frutta, disponibile in tutti supermercati a modico prezzo. Posologia: 1 cucchiaio al giorno secondo il medico, berne “tanto” secondo l’infermiera.

Ne ho comprate 3 bottiglie, ne ho aperta una e mi sono versata lo shottino.
Non lo auguro a nessuno. Sarà sanissimo, ma che schifo!

 
Immagine dal web

Super Suppe

Sono giorni pieni di eventi, anzi, sarebbero giorni pieni di eventi se Nana non avesse un improvviso virus del mal di pancia che ci costringerà a girare nel weekend solo metà famiglia per volta.

Tra Sommerfest, Vater-Kind Café e gite varie nei parchi, l’invito più assurdo è arrivato da una associazione di Warmbronn: un’iniziativa partita il mese scorso e che evidentemente ha avuto successo e, per la gioia di tutti, viene ripetuta. Siete tutti invitati alla Super Suppe.

Traduco dal volantino e dal manifesto: Super Suppe Lunedì 15 giugno, dalle 12.30 alle 14.00 – Invito per un piatto di buonissima Zuppa nell’edificio del comune. Saremmo felici di ricevere un’offerta.

Amici, ma proprio a mangiare la zuppa dovete invitarmi? Sarà anche Super, non metto in dubbio, ma l’idea di uscire con l’obiettivo di mangiare la zuppa mi prende davvero poco. L’offerta ve la faccio, ma la zuppa tenetevela voi.

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Wir sind in Deutschland, hier!

Today I got the “famous” remark, from a 4 year old kid while I was leaving my kid in Kindergarten. I’ve heard similar experiences from other Italian -but also English, French etc…- mothers, but it never happened to us and it was sad and still very funny.
It was sad because I can’t believe this is a 4 years old kid idea, and he should definetly have heard that somewhere. It was funny because this kid understood that sometimes he is a idiot should keep his mouth shut.

I had already left my babygirl in Nest and I was kissing goodbye to my boy in Kindergarten. Speaking Italian, of course. This kid came from the back and said “Wir sind in Deutschland, hier“, we are in Germany here.
I was stunned “Und so?”
Ihr dürft Deutsch reden” You should talk German.
Aber Ich kann 4 Sprachen reden. Wie viel kannst du?” But I can speak 4 languages. How many can you?
He thought a little bit and than sadly answered: “Ein“.
Than my boy took courage “Und Ich kann 2 reden!!” And I can speak 2!
And the boy replied: “Nein du kannst auch nur Deutsch!” No, you can speak only German too
My boy with a very strong “you idiot” tone “Nein, Ich kann Deutsch UND Italienisch reden!!” No, I can speak German and Italian

I would really love to meet the boy’s parents and handshake.