Post di fine anno

Se dappertutto si parla di 2016 maledetto, per me è stato un anno difficile per 1/3 e faticoso-gioioso per 2/3.

Dal 2017 chiedo Tempo, l’agenda è pronta, quella con la “pecora” portafortuna.

Tempo di tradurre, di infilarmi i dizionari sottopelle, senza arrivare a farlo tutte le sere e tutte le notti. Magari anche il Tempo, oltre che la Memoria, di fare le fatture, sono l’unica salame di freelance che dimentica di farle.

Tempo per studiare ancora tedesco ed entro Aprile fare un altro test. Il libro è pronto, c’è solo da cominciare.

Tempo per il Nano, tempo per la Nana, tempo per il Nanetto, che abbiano tutti i giorni pantaloni e magliette puliti, anche i musetti e i dentini. Per le mani, lasceremo un po’ correre.

Tempo per Lui, di ascoltarlo e di vedere i suoi film senza addormentarmi, per preparargli qualche volta una cena non scotta e salata al punto giusto, per cambiargli le gomme e spedire le lettere in posta.

E i miei pensieri per il 2017 vanno a tutti gli amici conosciuti nel 2016: forza ragazzi e ragazze, è anche grazie a voi che io oggi, un giorno prima della fine dell’anno, mi sento un po’ più ricca di idee, di ispirazioni, di affetto.

 

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Le feste nel B&B

Quando i Nani non vanno alla montagna, la montagna va ai Nani. Ed è così che nel Natale in cui io non potevo granché muovermi e la bisnonna fabbisognava di un cambiamento d’aria, tutti si sono mossi per venire da noi.

La famiglia in primis, i Nonni Imbruttiti, quel Coccoricò di mio fratello, il suocero, dal 23 al 27 con il premiato volo Easyjet. Il 28 è arrivato il Cugino Michele (cugino mio) che tra un Museo Porsche e una indigestione si è trattenuto fino al 2 gennaio. La sera del 2 gennaio sono arrivati il Cugino Pietro e la Cugina Forial (cugini di Lui), alloggiati nella stanza degli ospiti fino al 9. Aprire un Bed and Breakfast potrebbe essere una buona idea.

Poi sono arrivati i  “fantasmi”.
Dopo lo spavento del Nikolaus, abbiamo spiegato la faccenda Babbo Natale/Gesù Bambino in una ottica il più possibile positiva, dando soprattutto a Nano, che fa più domande, una aura di magica inspiegabilità: arrivano di notte in casa, però sono buoni, portano dei regali, non passano dalla porta appunto perché “magici”. Il vecchio barba bianca e il neonato ricciolino sono stati generosi e anche la Befana che ieri si è superata portando non calze ma sacchettini di dolcetti e un paio di regalini. In Germania non passa la Befana, si parla di festa dei Drei Koenige e l’immagine tipica è quella dei tre Magi accompagnati dalla Stella, altro personaggio.

Ammetto di non avere spiegato granché la faccenda dei Magi, già stremata dal Natale, dal viavai di ospiti, dalle Befane, dai pacchetti e dalle domande sui santi, dei e demoni . Oggi Nano torna a casa con un disegno stampato da colorare raffigurante appunto di Re Magi e il personaggio con la Stella, ha colorato solo uno dei Magi e vorrebbe completarlo a casa. Mi sono complimentata, appoggiamo il disegno su un mobile e me ne sono dimenticata. Dopo cena “mamma, voglio disegnare  quelle femmine” io cado dal pero “quali? e che gioco è? è un gioco? è un libro?” “quel papier con le quattro femmine!!” (esasperazione nanesca per la stupidità materna)

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Le quattro femmine, ovvero i Re Magi e la Stella

Sì, proprio questo.
Le feste sono finite. E continuano a darci la nostra risata quotidiana.

Il Sedici

Immagine dal web

Partiamo con le migliori premesse, perché nel linguaggio famigliare “il Sedici” non è che un amichevole “Sedere” e speriamo sia fortunoso.
Quindi, buon Duemila (e un grosso grossissimo) Sedici.

2016 che sia meglio del 2015, 2016 che ci faccia perdere i kg di troppo messi nelle ultime settimane del 2015, 2016 che siamo pronti ad attraversare con armature e spade laser prese in prestito dall’ultimo Star Wars.

Buon anno a chi conosco di persona e a chi conosco virtualmente.
Happy happy new year to you all people who helped me in those troubled times, I could not believe there was so much of you good ones (and many of you who offered their help even without really knowing us. That was precious.)

E poi ci sei tu, piccolo Nanetto. Per te spero quello che ho sperato per i tuoi fratelli, aggiungendo che sei un piccolo eroe. Grazie per avere scelto noi, non siamo certo il meglio sulla piazza, non sappiamo fare la pizza, ma ce la metteremo tutta.

divertita, divertito, divertente, saltellante, sorridente, ironico, ironica, intelligente, canterina, canterino, energia pura, una linguaccia e qualche volta il dito medio, creativo, creativa, ragione, talvolta un po’ pirla, sulle nuvole e coi piedi per terra, idee una dopo l’altra, in viaggio, goloso, golosa, spettinato, spettinata, colorato, colorata… basta?

Il Nikolaus e l’Ambroeus

Ieri 6 dicembre è arrivato “il Nikolaus”, il vescovo intendo, quello con il bastone e il cappello identico ai vescovi made in Italy, solo rosso e non bianco. Se sentite alcuni bambini chiamare “Nikolaus” la figura di Babbo Natale ditegli che si sono sbagliati, quello è il Weihnachtsmann (l’uomo del Natale), lo stesso che conosciamo in Italia con il cappello rosso con il ponpon bianco, le renne e il saccone.

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Der Heilige St. Nikolaus

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Der Weihnachtsmann

 

 

 

 

 

 

Il Nikolaus porta cioccolatini e piccoli regali, in pieno stile Befana: si prepara la calza o lo stivaletto la sera prima e al risveglio, se si è stati buoni, si trova un bottino di dolciumi, un piccolo dono ed è tradizione inserire mandarini e arance, in modo molto simile a come mia nonna raccontava dei suoi Natale da bambina.

Il nostro Nikolaus ha riempito una calza per ciascuno, io e Lui compresi, e anche una per il Nanetto in pancia, che ha ricevuto due ciucci Nuk nuovi pronti per lui. Nana ha avuto una bambolina, Nano invece la action figure di Darth Vader: per tutti cioccolatini assortiti e 1 banana a testa. Le banane? Sì, così il Nikolaus impara a dare incarichi in outsourcing a questa mamma!! I mandarini li avevo presi ma li ho lasciati alla cassa perché la cassiera si è accorta che ce n’erano 3 muffiti e mi sono rimaste solo le banane.

Nel tardo pomeriggio, tornati da una bella passeggiata, la nostra amica Sieglinde si è messa d’accordo in segreto per una apparizione magica del Nikolaus. Improvvisamente è suonato forte il campanello di casa, abbiamo aperto la porta e abbiamo trovato due sacchettini con biscotti, un libretto di Natale e una palla con la neve per ciascuno.

 
Inaspettatamente, i bambini si sono spaventati a morte. Già Nano era inquietato dal fatto che “il Nikolaus vede se fai il bravo o se fai il monello“, dopo la scampanellata improvvisa è scattata una preoccupazione che neanche l’apparizione di ulteriori dolci è riuscita a mitigare. Anche Nana era nervosa e ieri sera Nano mi ha chiesto di chiudere la porta a chiave e prima di dormire era preoccupato “ho paura che arrivi il Nikolaus”.
Stamattina, una volta verificato che non ci sono state altre violazioni di domicilio notturne da parte di questi inquietanti stalker soprannaturali che vedono tutto, Nano mi ha chiesto titubante”ma oggi, chi arriva?”
“Oggi è Sant’Ambroeus, ma arriva solo in Italia a Milano, da noi non arriva nessuno.” Ecco, bravo Sant’Ambroeus, sta’ à cà tua.

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Sant’Ambrogio

 

Conto alla rovescia

Lo so, avrei dovuto scrivere ieri che era il 1 Dicembre e invece scrivo oggi che è il 2.
Ieri abbiamo aperto il calendario dell’avvento ed è partito il conto alla rovescia verso il Natale e verso la fine dell’anno.
Dicembre è sempre un mese impegnativo, anche per me che sono a riposo: biscotti, la caccia al panettone, cene, Adventcafé, preparare la calza del Nikolaus, preparare i regali di Gesù Bambino e di Babbo Natale che arrivano lo stesso giorno.
Ho fatto tabulati Excel appositamente dedicati incrociando il destinatario del regalo con il mittente, così da avere tutto sotto controllo perché temo le fatidiche domande dei miei e di mia nonna “Cosa regalo a Lui? E a Nano? E a Nana? E al Nanetto?”.

Data l’inattività, che tuttavia si sta rivelando una pericolosa fontana di idee una più strampalata dell’altra, mi sono messa in mente di preparare dei sacchettini-dono per amici, amiche e amici dei Nani, con all’interno dei biscotti e cioccolatini.
Poi ci sono le carte di auguri da scrivere e spedire.
I fan dei miei biscotti natalizi saranno delusi, perché non riesco proprio a impastare la solita enorme mole di biscotti – considerando che, come da lista stilata, il numero di sacchetti di biscotti è aumentato a dismisura in 3 anni e, anche in perfetta salute, sarebbe stata un’impresa titanica impastare per tutti.

Intanto che mi do da fare, Dicembre scorre. E per fortuna oserei dire!! Il 2015 non si può dire sia stato finora un anno fortunato, abbiamo cercato di viaggiare più schisci (nascosti) per non farci colpire dalla sfiga dilagante e ci siamo riusciti un po’ si e un po’ no. Sono mancate tante persone che ricordiamo con affetto e di contro mi tengo stretta la pancia contenitore di vita con un Nanetto protetto dal proverbiale “culo” di famiglia. Perché non sarò supercredente ma alla sfiga e al fondo(schiena) ci credo tantissimo.
Ho lasciato un lavoro che amo e mi tengo aggrappata a quel poco di cultura per ripartire con nuova energia. Mi trovo in questo Dicembre con poche forze, ma ho tre nani da tenere a bada e le forze le vado a cercare ogni giorno nel fondo dell’anima. Poi però vado a letto alle 20.00 con il senso di colpa di non avere prestato sufficiente attenzione a Lui.

Non ci ho ancora ragionato bene, ma penso che farò tante lenticchie la sera di Capodanno, non perché portino soldi ma perché ogni pallina schiacciata porti fortuna a tutti quelli che conosco.

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ps. Tanti auguri ai miei Geni per 36 anni di matrimonio sempre di corsa e sempre con nuove sorprese.

Il giorno delle Porte aperte

Oggi al kindergarten abbiamo festeggiato la “giornata delle porte aperte”, una Sommerfest a cui hanno partecipato i 170 bambini che frequentano l’asilo e le loro famiglie. Noi eravamo senza Lui, in viaggio per lavoro in Italia e incazzoso già prima della partenza.

La festa è stata al centro di preparazioni mammesche, a cui ho aderito solo in parte portando una torta al cioccolato e facendomi carico di scrivere l’articolo per i giornali locali (siamo a posto…). Una tale Suzanne mi ha chiesto se potevo dipingere i bambini, le ho risposto “le hai viste le mie uova di Pasqua?” e nessuno me l’ha più proposto.

Comunque, oggi alle 14.30 sono partita da casa con: monopattino piegato a tracolla, zainetto (contente Ergobaby, portafoglio, telefono, chiavi) e teglia di torta al cioccolato gigante. Giravo come un’anima in pena, inutile dire che prima di recarmi alla Biblioteca di Warmbronn per la prima parte della festa sono sparata al Kindergarten a mollare la torta. Poi ho raccattato una nonna dispersa e l’ho condotta in Biblioteca: sì, questo mini paese ha anche una Biblioteca e oggi ci sono entrata per la prima volta perché in 3 anni l’ho sempre trovata chiusa. Un caldo allucinante per vedere questo benedetto Vernissage, un parolone per dire che hanno appeso dei cartelloni con disegni e delle fotografie di attività dei bambini.

Il tema portante della mostra è la Vita. Questa è l'attività del gruppo di Nano, hanno coltivato delle fragole e dei girasoli.

Il tema portante della mostra è la Vita. Questa è l’attività del gruppo di Nano, hanno coltivato delle fragole e dei girasoli.

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L’arte dell’altalena. Hanno attaccato dei barattoli di colore bucati sul fondo sotto il seggiolino dell’altalena. Ogni bambino è salito sull’altalena facendo cadere del colore su un grosso telo per terra.

Alle 15.30 ho recuperato i miei due ed è cominciata la festa.
C’erano tantissime cose da guardare, in primis la tipa che faceva i palloncini. Nano voleva una spada, ma c’era una ressa indecente, la sciura palloncina ha fatto un grossissimo Pluto palloncino che, ahimé, tra tutti ha regalato a Nana. Me lo sono tirato dietro tutto il pomeriggio. Nano ha fallito miseramente il suo tentativo di farsi fare una spada, finchè il padre della sua amichetta Abigail, che è più bambino dei bambini, non gli ha dato la sua.

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Il famoso Pluto palloncino, stasera dopo lo stress della giornata.

Questa è la spada, identica a quella di Nano. Lui è uno dei mitici gemelli nostri vicini.

Questa è la spada, identica a quella di Nano. Lui è uno dei mitici gemelli nostri vicini.

Abbiamo visitato tutte le stanze, abbiamo visto il Kasperltheatre con Nana che urlava “OOOOhhh!!” entusiasta, Nano si è vestito da ape e ha recitato una canzoncina all’interno del gruppo, abbiamo fatto l’impronta della mano su un grosso lenzuolo bianco, infine si sono fatti dipingere il viso ed è inutile dire che dopo poco Nana ha spalmato il colore anche in faccia alla sottoscritta.

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Nana Farfalla (o Coccinella??). Stesse ferma, dico io!

Nano Spiderman

Nano Spiderman

E’ buffo, perché la foto che vorrei mi avessero scattato oggi è quella di quando siamo tornati a casa: palloncino Pluto, 2 zaini dei bambini, 1 zaino mio appesi sul monopattino, Nana nell’Ergo e Nano in bici con la spada palloncino infilata nella schiena perché proprio non sapevo dove metterla. E ho lasciato al kindergarten la teglia della torta, la riprendo domani.

Io e Lisa alle 17.30 stremate. Nana e Gigante sono coetanei, solo che lui pesa come 3Nane.

Io e Lisa alle 17.30 stremate. Nana e Gigante sono coetanei, solo che lui pesa come 3Nane.

A Pasqua ca*** tuoi

Immagine United Colors of Benetton, dal web

Natale con i tuoi e a Pasqua ca*** tuoi. L’immagine sembra non c’entrare niente ma ci arrivo.

Molti expat sono tornati ad infilare i piedi nello Stivalone col tacco, perché “la Pasqua si fa in famiglia”, noi siamo rimasti a casa: un po’ perché ci piace farla qui, un po’ perché i miei  seppur invitatissimi, seppur con due nipoti che li attendevano, si sono dati alla macchia. Un fuggi-fuggi generale, partito da quel Coccoricò di mio fratello che si è sparato una gita a Roma (partenza lunedì dell’Angelo) a cui si sono aggregati bellamente i miei due genitori imbruttiti che – udite udite- per Roma hanno rinunciato a DUE effettivi giorni lavorativi, cioè oggi e domani.
Il cielo, le stelle, il sole e tutti gli dei si sono fermati a guardare. E noi, nell’incredulità, ci siamo attaccati al tram.

Così abbiamo invitato mio suocero, che altrimenti avrebbe passato Pasqua da solo nella tremenda piana nebbiosa. Lui, al contrario dei nonni imbruttiti di cui sopra, ha investito un totale di ben 3 giorni lavorativi, aggiunti ai festivi, per passare ben 5+1 giorni con i nipotini. No, non è in pensione.

MammaX2 ha molte risorse, quindi ho invitato una coppia di amici del Lussemburgo + cane a passare il weekend da noi, con l’idea che facessero le veci della mia famiglia, visto che la mia effettiva ha dato la vittoria al Papa 1:0. E non per approfittarmene, sono due davvero avanti che ognuno vorrebbe avere come genitori acquisiti.
Col senno di poi, avrei dovuto saperlo che investirli del potere di rappresentare la mia famiglia avrebbe portato a nient’altro che questo: per motivi di lavoro urgente, non hanno potuto venire.

Ho cucinato, sgridato i figli che quando ci sono i nonni – anche uno solo – fanno quello che vogliono, mi sono divertita, ho avuto pazienza. E nella migliore tradizione expat mi hanno teso la mano mica i parenti, ma gli amici di sempre, sia domenica, sia lunedì, e oggi ci hanno messo il becco le molte mamme del kindergarten con le loro chiacchiere e i loro sguardi di supporto.

In tutto questo incastrarsi di persone ed eventi, sono stati giorni molto più tranquilli e meno disastrosi rispetto alle mie previsioni catastrofiche e non ho potuto fare a meno di essere ultra contenta: sabato è nata Joanne, la terza figlia di una cara amica. Sabato pomeriggio quindi ero in ospedale, nello stesso dove 10 mesi fa è nata Nana, con questa famiglia francese di origine camerounense, tutti di colore (scurissimo) per intenderci. Tutti felici e gasati che io e Nana fossimo lì, un calore famigliare incredibile nella gioia di una nuova creatura ricciolina.

Nana panna ha vinto un’altra nonna cioccolato fondente e ha fatto una foto con lei, come tutte le altre bambine cioccolatine, newborn compresa. Sì, la mia famiglia saranno andati a sentire l’odore stantìo della santità ma il miracolo della vita e dell’uguaglianza, facendo la Pasqua di ca*** miei a questo giro l’ho visto io.

Chiedetemi tutto, ma non…

Chiedetemi tutto, ma non di dipingere, disegnare, colorare e similari.

In settimana è stato messo in bacheca un avviso che invitava i genitori a partecipare alla festa di Pasqua, domani lunedì 30 marzo, portando ciascuno alcune cose da mangiare. Io sono di quelle che partecipano a tutto, ma soprattutto da emigrata credo che l’integrazione nella vita di paese di provincia, passi anche da queste cose: insomma, mi sono offerta di portare 6 uova sode colorate.

Sono partita tutta carica, perché so benissimo come si fa a cuocere le uova sode (ma và?? iniezione di ottimismo 1) e so benissimo come si fa a svuotarle (non serviva, ma iniezione di ottimismo 2). Ho trovato una confezione di 12 uova bianche con allegato delle capsule per colorarle. Non solo: ieri da DM ho trovato un bellissimo kit con colori e timbri per decorarle.

Stasera, tornati dal pranzo romeno, il famoso organizzato tempo fa, mi sono messa a prepararle. Ho cotto 8 uova, quelle che ci stavano nel pentolino, per miracolo non se ne è spaccata neanche una. Ho letto diligentemente le istruzioni e le ho colorate di un bel rosso-fucsia, così: 250 di acqua + 2 cucchiai di aceto + 1 capsula rossa, tenere in infusione le uova cotte ma ancora calde per ca. 5 minuti.

Poi sono passata alla decorazione con i timbri, volevo timbrare sulle uova rosse dei fiorellini verdi. Adesso che ci penso, è anche una strana inversione di tendenza avere un fondo rosso con i fiori verdi.
E’ stato un disastro: non ho capito un cavolo delle istruzioni, pur avendole lette in italiano. E’ gocciolato colore da tutte le parti, di fiorellini non ne è venuto neanche uno e mi sono ritrovata a scegliere la via dell’astrattismo spinto in chiave psichedelica. Perché le mie sono le uova del futuro. “Sembra che gli sia piovuto sopra, sono orribili, l’anno prossimo è meglio che le decoro io” ha detto il mio Lui.

Le uova del futuro, astratte in chiave psichedelica

Le uova del futuro, astratte in chiave psichedelica

Scocciata, nonché infastidita, ne ho cotte altre 6, con l’idea di farle tinta unita e ciao, fine della storia. Una si è rotta in padella, una si è rotta mentre le scolavo, 4 le ho colorate. Ho scelto di farle giallo arancione, le ho tenute a bagno nel colore 5 minuti, poi aumentati a 10. In pratica, “da uova bianche sono diventate il colore delle uova normali”, ha commentato sempre Lui divertito.

Le uova bianche colorate come le uova normali.

Le uova bianche colorate come le uova normali.

Alla fine ho deciso che domani al kindergarten porto 3 uova modalità 1 e 3 uova modalità 2. Visto il risultato, l’anno prossimo mi offro per cuocerne 12 e colorarne nessuna. Buona caccia all’uovo!