40 volte Lui

40. Dagli -enti, agli -enta, agli -anta, diritti puntati verso i (c)-ento.

Lui ha compiuto 40 anni, nella mia emozione e nella sua disperazione. E’ durata una settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, perché poi venerdì sera è arrivato il mio regalo.

Non avevano fiocco né pacchetto, ma tre suoi cari amici hanno accettato la mia proposta di venire da noi per il weekend, nel segreto totale. Nessuno dei Nani è stato messo a conoscenza del segreto, il suocero distratto è stato tenuto all’oscuro. La sorpresa è stata riuscitissima.

E anche io, che due dei tre li avevo visti forse due volte, sono stata felicissima di avere in queste persone così piene d’affetto, tre ragazzi diventati uomini che apprezzavano Lui ben prima che diventasse Lui: prima di essere ingegnere, prima di essere padre di tre figli, prima di essere il compagno di qualcuno.

Ora ho dieci anni per pensare alla prossima sorpresa. Tanti auguri!

 

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Anno pari senza carrozzina

Ci prepariamo a un inedito anno pari, in primo negli ultimi 6 anni, in cui non tireremo fuori dalla cantina la carrozzina. Tutti i vestiti da neonato sono stati venduti e regalati, il 2018 ci vedrà marciare per le nostre e per le loro strade, facendoci forza come squadra e lasciando che i tre aggrediscano le loro salite, tirandoli per mano quando c’è bisogno e offrendo i bastoncini, ma anche le spalle per piccoli tratti.

Io e Lui siamo pronti, credo, ad affrontare per la terza volta i terrible two, e nel contempo a gestire i terrible four e i terrible six. Non so neanche io se avremo più bisogno di molto alcool o di un frusta.

Lunedì Nana e la sua migliore amica hanno indossato 20 collane e 10 bracciali ciascuna e poi sono andate al lavoro alla Porsche, dove hanno riparato una Porsche blu facendola diventare una Porsche viola e rosa. Questo è lo spirito per il nuovo anno, girls.

Nano è pronto per la sua nuova avventura, l’inizio della scuola, quella vera coi quaderni, le penne e i banchi. Lo dicono gli educatori, lo dicono i mille requisiti esplicitati dalla scuola, con l’ultimo treno me ne sono resa conto anche io. Mi impegnerò tantissimo, come se fossi lì con te in classe. Anzi, forse è meglio di no, che ti faccio fare degli errori.

Nel 2018 torno col mio lavoro, ne aggiungo altro, riprendo in mano l’attività full time e riempirò l’agenda, berrò tanto tè e tisane, viaggerò. Camminerò col passo svelto di adrenalina da scadenza e farò un briefing con me stessa mentre torno dall’asilo la mattina presto, prima di cominciare.

A Lui prometto di preparare la cena, di avere del cibo in casa senza recuperare gli avanzi congelati di capodanno, di impegnarmi contro la mia natura per sistemare la casa quanto posso e quando riesco.
Continuerò ad essere simpatica, caro compagno di squadra. Purtroppo, anche per questo nuovo anno, non posso promettere di diventare ordinata.

Appunti per me stanca

Prendo qualche minuto per aggiornare sui recenti avvenimenti a Warmbronn, direi Warmbronner Chronicles praticamente, ma anche per mettere nero su bianco e rendermi conto più chiaramente dei movimenti cosmici. Insomma, questo post è un appunto per me, stanca.

Sto correndo come una disperata e ieri mattina il Nano ha detto ad un suo amico “la mia mamma cammina più veloce della tua” e non so se questo sia un bene. Il lavoro è inaspettatamente ripartito, ero io quella che un anno fa piagnucolava che non sarebbe mai più riuscita ad entrare nel mondo del lavoro. Ho a che fare con una che si nega al telefono e per email ma mi sono attaccata al suo polpaccio come un cane e non la mollo, infatti ieri, dopo telefonate ipocrito-gentili come mio stile e email varie, mi ha risposto con quello che mi serve e via che si parte.. Martedì sera fino alle 2 di mattina ho tradotto, col risultato che il giorno successivo ero bianca come un fantasma e tutta rinco, anche perché non mi ero ancora ripresa completamente dal weekend.
Il weekend l’abbiamo passato in Italia ven-sab-dom, domenica sera eravamo a casa e lunedì il Nano ha compiuto 5 anni, con tanto di cesto da riempire di piccoli regali per i bambini del suo gruppo all’asilo e a seguire festa pirata dalle 16 alle 18. Sulla festa ci sarebbe bisogno di un discorso a parte perché è stato un successo ma anche un lavoro abnorme (rimando qui per un sintetico prospetto) e sono arrivata al punto di comunicare ufficialmente al Nano di non permettersi di dire che qualcosa non andava bene perché l’avrei fatto volare dalla finestra. Alla faccia del positive parenting. A fronte della festa abbiamo una lista di inviti “riparatori” per chi non è stato invitato (cfr post qui), che si accavallano con la vita da mini-socialite della Nana. Per dire, martedì pomeriggio c’erano già ospiti.
Stamattina sono partita dicendo “devo fare una stampata”, poi ora che ho trovato della carta non dipinta dalla prole, ora che il Nanino mi ha permesso di staccarmi da lui per schiacciare Stampa, sono passati 30 minuti.
Sto litigando con whatsup perché mi hanno chiesto di organizzare una cena di madri dell’asilo nido, perché a me, cosa ho fatto di male? E proprio io che ci impiego minuti a scrivere su whatsup in tedesco e che qualche volta devo usare il vocabolario? Per la cronaca, sembra che quella che mi ha chiesto di organizzare il tutto non venga alla cena: ma allora cosa sollevi iniziative, mettendo di mezzo me, se tu non partecipi?? Grrr.
Domani, con il tradizionale anticipo su tutti i calendari c’è la festa di carnevale e la sera, udite udite che sabato sera da urlo, il Tupperparty.

Wonderwoman però deve ancora cercare la maglia di Superman, rimpicciolire la tuta di Spiderman, sistemare il simbolo di Batman e ritagliare le stelle da mettersi sulla gonna… e Ironman ha chiesto di cucirgli la tasca dei jeans.
La dura vita del supereroe.

Post di fine anno

Se dappertutto si parla di 2016 maledetto, per me è stato un anno difficile per 1/3 e faticoso-gioioso per 2/3.

Dal 2017 chiedo Tempo, l’agenda è pronta, quella con la “pecora” portafortuna.

Tempo di tradurre, di infilarmi i dizionari sottopelle, senza arrivare a farlo tutte le sere e tutte le notti. Magari anche il Tempo, oltre che la Memoria, di fare le fatture, sono l’unica salame di freelance che dimentica di farle.

Tempo per studiare ancora tedesco ed entro Aprile fare un altro test. Il libro è pronto, c’è solo da cominciare.

Tempo per il Nano, tempo per la Nana, tempo per il Nanetto, che abbiano tutti i giorni pantaloni e magliette puliti, anche i musetti e i dentini. Per le mani, lasceremo un po’ correre.

Tempo per Lui, di ascoltarlo e di vedere i suoi film senza addormentarmi, per preparargli qualche volta una cena non scotta e salata al punto giusto, per cambiargli le gomme e spedire le lettere in posta.

E i miei pensieri per il 2017 vanno a tutti gli amici conosciuti nel 2016: forza ragazzi e ragazze, è anche grazie a voi che io oggi, un giorno prima della fine dell’anno, mi sento un po’ più ricca di idee, di ispirazioni, di affetto.

 

Musìk!

Tempo fa avevo visto questa bellissima vignetta su Facebook del disegnatore di comics Evilkids – questo il sito.

 

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Immagine Evilkid Production http://www.evilkid.com

Ecco, sta succedendo circa questo. Io e Lui, dal passato, presente e futuro ben diverso, stiamo affrontando con una certa sorpresa l’ingresso in casa di musiche dell’orrore. No, non lo Zecchino d’Oro, i due Liocorni, il cowboy Arturo, Backe Backe kuchen e Alle meine Ente, cavalli di battaglia degli asili italiani e tedeschi. E’ il puro trash dilagante tanto caro agli amici tedeschi, quelle canzoni tamarre après-ski davanti alle quali uno non può far altro che chiedersi il perché. E soprattutto ci chiediamo perché facciano parte della colonna sonora di tutte le festicciole dedicate alle famiglie.

“E io volo, io volo, come una mosca, sono forte, forte, forte come una tigre, e così grande, grande, grande come una giraffa, così in alto, così in alto. E io salto, salto, salto continuamente, e nuoto, nuoto, nuoto verso di te, ti prendo per mano e dico oggi è così una bella giornata”

Il cavallo rosso se posso è un tantino peggio

 

Ma il re dei tamarri definitivo, quello da cui  la Cristina D’Avena nostrana avrebbe molto da imparare, è tale Volker Rosin, specializzato in musica per bambini, non in après-ski.

Il tizio cicciotto biondo è lui, l’inimitabile. Questo è solo il pezzo che da noi va per la maggiore. Ma consiglio fortemente l’ascolto di Ich habe eine Tante in Marokko, e vediamo se si risvegliano ricordi di cacce del leone (pemm pemm) nella foresta equatoriale.

Insomma, se in casa Nana parla solo ed esclusivamente di Cecco e Cipo, se Nano sa cantare tutto il Cimino, dacci oggi e sempre il nostro pezzo trash quotidiano.

Semplicemente Avanti

Spendo due parole, le ultime giurin giurella, sulle feste in Germania. Le feste natalizie in Germania sono bellissime, quelle natalizie sono stupende, profumate, colorate e tradizionali. E’ la prima volta che le passiamo interamente a casa e abbiamo potuto toccare con mano sì la bellezza, ma anche la stranezza.

Si sa, perché lo ripete la stampa italiana con malcelata invidia, che la Germania è “avanti”. Ma quanto avanti? Beh, io ora lo so.

Abbiamo cominciato ad essere avanti il 24 dicembre. Intanto Babbo Natale arriva per i bambini tedeschi il 24 in giornata e non nella notte. Già avanti di almeno 12 ore. Noi abbiamo mantenuto il fuso italiano e Babbo Natale e Gesù Bambino si sono manifestati nella notte tra il 24 e il 25, con apertura regali il 25 mattina.

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Chiesa di Weil der Stadt

Sempre il 24 dicembre, i Nonni Imbruttiti erano a caccia della tradizionale “Messa di Mezzanotte” cattolica in un Land protestante evangelico. Alcuni pittoreschi paesini in Baden-Württemberg hanno tradizione cattolica, tra cui la bellissima Weil der Stadt, città natale di Keplero. La chiesa (cattolica) di Weil der Stadt è decisamente da visitare, specialmente la notte di Natale con la celebrazione cantata da un coro professionista e accompagnata dal gigantesco organo.
E a che ora è la Messa di Mezzanotte della Notte di Natale a Weil der Stadt? Alle ore 22.00. Due ore prima. E infatti finisce alle 23.15. Quarantacinque minuti prima. Un caso isolato? No, in tutte le parrocchie cercare in rete l’0rario era quello.

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Pranzo di Natale, 25 dicembre, ore 11

Il 25 dicembre il Pranzo Natalizio si è svolto a partire dalle 11.15, per esigenze di prole abituata agli orari del Kindergarten e per esigenza di mammax3 che si è rifiutata di cucinare 2 volte di seguito. Rispetto al fuso orario della Brianza, per il quale si pranza intorno alle 12-12.30 possiamo conteggiare un’ora di anticipo.

 

 

 

 

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Invito Silvester Party, 29 dicembre, ore 14,30

Ma i festeggiamenti di fine anno, con la festa di San Silvestro, hanno superato qualsiasi organizzazione bislacca.
Abbiamo ricevuto un invito ad un Silvester Party per il 29 dicembre, alle ore 14,30. Non ci credete? Ecco la prova. 2 giorni di anticipo sulla tabella di marcia mondiale, mica briciole.

 

 

E non è finita qui. Il 31 dicembre, questa volta il giorno giusto, abbiamo festeggiato con ben 2 cenoni: il primo, alle 18 con i Nani e polenta e formaggio. Il secondo alle 22.00 con cotechino e lenticchie, io, Lui e il cugino Michele.
Poi noi, che siamo amanti della tradizione, abbiamo brindato al nuovo anno alla mezzanotte, in paese hanno acceso i fuochi artificiali e siamo passati al nuovo anno allineandoci al mondo fuori dai  confini tedeschi.
E adesso, non dite che non siamo Avanti.

Le feste nel B&B

Quando i Nani non vanno alla montagna, la montagna va ai Nani. Ed è così che nel Natale in cui io non potevo granché muovermi e la bisnonna fabbisognava di un cambiamento d’aria, tutti si sono mossi per venire da noi.

La famiglia in primis, i Nonni Imbruttiti, quel Coccoricò di mio fratello, il suocero, dal 23 al 27 con il premiato volo Easyjet. Il 28 è arrivato il Cugino Michele (cugino mio) che tra un Museo Porsche e una indigestione si è trattenuto fino al 2 gennaio. La sera del 2 gennaio sono arrivati il Cugino Pietro e la Cugina Forial (cugini di Lui), alloggiati nella stanza degli ospiti fino al 9. Aprire un Bed and Breakfast potrebbe essere una buona idea.

Poi sono arrivati i  “fantasmi”.
Dopo lo spavento del Nikolaus, abbiamo spiegato la faccenda Babbo Natale/Gesù Bambino in una ottica il più possibile positiva, dando soprattutto a Nano, che fa più domande, una aura di magica inspiegabilità: arrivano di notte in casa, però sono buoni, portano dei regali, non passano dalla porta appunto perché “magici”. Il vecchio barba bianca e il neonato ricciolino sono stati generosi e anche la Befana che ieri si è superata portando non calze ma sacchettini di dolcetti e un paio di regalini. In Germania non passa la Befana, si parla di festa dei Drei Koenige e l’immagine tipica è quella dei tre Magi accompagnati dalla Stella, altro personaggio.

Ammetto di non avere spiegato granché la faccenda dei Magi, già stremata dal Natale, dal viavai di ospiti, dalle Befane, dai pacchetti e dalle domande sui santi, dei e demoni . Oggi Nano torna a casa con un disegno stampato da colorare raffigurante appunto di Re Magi e il personaggio con la Stella, ha colorato solo uno dei Magi e vorrebbe completarlo a casa. Mi sono complimentata, appoggiamo il disegno su un mobile e me ne sono dimenticata. Dopo cena “mamma, voglio disegnare  quelle femmine” io cado dal pero “quali? e che gioco è? è un gioco? è un libro?” “quel papier con le quattro femmine!!” (esasperazione nanesca per la stupidità materna)

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Le quattro femmine, ovvero i Re Magi e la Stella

Sì, proprio questo.
Le feste sono finite. E continuano a darci la nostra risata quotidiana.

Il Sedici

Immagine dal web

Partiamo con le migliori premesse, perché nel linguaggio famigliare “il Sedici” non è che un amichevole “Sedere” e speriamo sia fortunoso.
Quindi, buon Duemila (e un grosso grossissimo) Sedici.

2016 che sia meglio del 2015, 2016 che ci faccia perdere i kg di troppo messi nelle ultime settimane del 2015, 2016 che siamo pronti ad attraversare con armature e spade laser prese in prestito dall’ultimo Star Wars.

Buon anno a chi conosco di persona e a chi conosco virtualmente.
Happy happy new year to you all people who helped me in those troubled times, I could not believe there was so much of you good ones (and many of you who offered their help even without really knowing us. That was precious.)

E poi ci sei tu, piccolo Nanetto. Per te spero quello che ho sperato per i tuoi fratelli, aggiungendo che sei un piccolo eroe. Grazie per avere scelto noi, non siamo certo il meglio sulla piazza, non sappiamo fare la pizza, ma ce la metteremo tutta.

divertita, divertito, divertente, saltellante, sorridente, ironico, ironica, intelligente, canterina, canterino, energia pura, una linguaccia e qualche volta il dito medio, creativo, creativa, ragione, talvolta un po’ pirla, sulle nuvole e coi piedi per terra, idee una dopo l’altra, in viaggio, goloso, golosa, spettinato, spettinata, colorato, colorata… basta?

Il Nikolaus e l’Ambroeus

Ieri 6 dicembre è arrivato “il Nikolaus”, il vescovo intendo, quello con il bastone e il cappello identico ai vescovi made in Italy, solo rosso e non bianco. Se sentite alcuni bambini chiamare “Nikolaus” la figura di Babbo Natale ditegli che si sono sbagliati, quello è il Weihnachtsmann (l’uomo del Natale), lo stesso che conosciamo in Italia con il cappello rosso con il ponpon bianco, le renne e il saccone.

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Der Heilige St. Nikolaus

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Der Weihnachtsmann

 

 

 

 

 

 

Il Nikolaus porta cioccolatini e piccoli regali, in pieno stile Befana: si prepara la calza o lo stivaletto la sera prima e al risveglio, se si è stati buoni, si trova un bottino di dolciumi, un piccolo dono ed è tradizione inserire mandarini e arance, in modo molto simile a come mia nonna raccontava dei suoi Natale da bambina.

Il nostro Nikolaus ha riempito una calza per ciascuno, io e Lui compresi, e anche una per il Nanetto in pancia, che ha ricevuto due ciucci Nuk nuovi pronti per lui. Nana ha avuto una bambolina, Nano invece la action figure di Darth Vader: per tutti cioccolatini assortiti e 1 banana a testa. Le banane? Sì, così il Nikolaus impara a dare incarichi in outsourcing a questa mamma!! I mandarini li avevo presi ma li ho lasciati alla cassa perché la cassiera si è accorta che ce n’erano 3 muffiti e mi sono rimaste solo le banane.

Nel tardo pomeriggio, tornati da una bella passeggiata, la nostra amica Sieglinde si è messa d’accordo in segreto per una apparizione magica del Nikolaus. Improvvisamente è suonato forte il campanello di casa, abbiamo aperto la porta e abbiamo trovato due sacchettini con biscotti, un libretto di Natale e una palla con la neve per ciascuno.

 
Inaspettatamente, i bambini si sono spaventati a morte. Già Nano era inquietato dal fatto che “il Nikolaus vede se fai il bravo o se fai il monello“, dopo la scampanellata improvvisa è scattata una preoccupazione che neanche l’apparizione di ulteriori dolci è riuscita a mitigare. Anche Nana era nervosa e ieri sera Nano mi ha chiesto di chiudere la porta a chiave e prima di dormire era preoccupato “ho paura che arrivi il Nikolaus”.
Stamattina, una volta verificato che non ci sono state altre violazioni di domicilio notturne da parte di questi inquietanti stalker soprannaturali che vedono tutto, Nano mi ha chiesto titubante”ma oggi, chi arriva?”
“Oggi è Sant’Ambroeus, ma arriva solo in Italia a Milano, da noi non arriva nessuno.” Ecco, bravo Sant’Ambroeus, sta’ à cà tua.

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Sant’Ambrogio

 

Conto alla rovescia

Lo so, avrei dovuto scrivere ieri che era il 1 Dicembre e invece scrivo oggi che è il 2.
Ieri abbiamo aperto il calendario dell’avvento ed è partito il conto alla rovescia verso il Natale e verso la fine dell’anno.
Dicembre è sempre un mese impegnativo, anche per me che sono a riposo: biscotti, la caccia al panettone, cene, Adventcafé, preparare la calza del Nikolaus, preparare i regali di Gesù Bambino e di Babbo Natale che arrivano lo stesso giorno.
Ho fatto tabulati Excel appositamente dedicati incrociando il destinatario del regalo con il mittente, così da avere tutto sotto controllo perché temo le fatidiche domande dei miei e di mia nonna “Cosa regalo a Lui? E a Nano? E a Nana? E al Nanetto?”.

Data l’inattività, che tuttavia si sta rivelando una pericolosa fontana di idee una più strampalata dell’altra, mi sono messa in mente di preparare dei sacchettini-dono per amici, amiche e amici dei Nani, con all’interno dei biscotti e cioccolatini.
Poi ci sono le carte di auguri da scrivere e spedire.
I fan dei miei biscotti natalizi saranno delusi, perché non riesco proprio a impastare la solita enorme mole di biscotti – considerando che, come da lista stilata, il numero di sacchetti di biscotti è aumentato a dismisura in 3 anni e, anche in perfetta salute, sarebbe stata un’impresa titanica impastare per tutti.

Intanto che mi do da fare, Dicembre scorre. E per fortuna oserei dire!! Il 2015 non si può dire sia stato finora un anno fortunato, abbiamo cercato di viaggiare più schisci (nascosti) per non farci colpire dalla sfiga dilagante e ci siamo riusciti un po’ si e un po’ no. Sono mancate tante persone che ricordiamo con affetto e di contro mi tengo stretta la pancia contenitore di vita con un Nanetto protetto dal proverbiale “culo” di famiglia. Perché non sarò supercredente ma alla sfiga e al fondo(schiena) ci credo tantissimo.
Ho lasciato un lavoro che amo e mi tengo aggrappata a quel poco di cultura per ripartire con nuova energia. Mi trovo in questo Dicembre con poche forze, ma ho tre nani da tenere a bada e le forze le vado a cercare ogni giorno nel fondo dell’anima. Poi però vado a letto alle 20.00 con il senso di colpa di non avere prestato sufficiente attenzione a Lui.

Non ci ho ancora ragionato bene, ma penso che farò tante lenticchie la sera di Capodanno, non perché portino soldi ma perché ogni pallina schiacciata porti fortuna a tutti quelli che conosco.

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ps. Tanti auguri ai miei Geni per 36 anni di matrimonio sempre di corsa e sempre con nuove sorprese.