Continua: Miracolo di Girasole

Vi ricordate il Girasole di Nano, quello che faceva parte di un percorso portato avanti l’anno passato al Kindergarten?
Dopo un anno avevamo gridato al miracolo per lo spuntare di teneri steli e delicate foglioline. Nonostante il ritardo e le pessime premesse, pensavamo che il Barbatrucco fosse riuscito ed invece ecco il primo fiore:

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Sono disperata. In parole povere questo Girasole:

  • è sbocciato un anno dopo. Perché è dopo un anno che mi sono ricordata di comprare i semi.
  • non è un Girasole. Ho evidentemente sbagliato a comprare i semi.
  • ogni volta che vado in cucina comincio a starnutire, sospetto che sia tra le piante a cui sono allergica. Che diavolo di semi ho comprato?

Il meno deluso è Nano: la faccenda del Girasole l’aveva perfino dimenticata e non vi sta dando una gran attenzione.
Adesso le opzioni sono (1) traslocare questi fiori lestofanti in giardino, dove ci lasceranno le penne e le foglie, oppure (2) buttare tutto nel pattume. Lui consiglia la seconda opzione, io sarei per la prima… non ci fosse quella complicazione dell’allergia.

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Storia di un comunicatore

Una storia divertentissima l’ho sentita ieri sera dopo la grigliata in occasione del compleanno del nostro amico Frank.
Si parla di stalle, di selle e di cavalli, una passione condivisa da molti nella nostra zona, compresi i nostri amici.

Una coppia, proprietari di un cavallo, decide di acquistare una nuova sella presso un artigiano che produce appunto accessori per l’equitazione. Prendono così appuntamento con l’artigiano per provare la nuova sella al cavallo.
Ma come fare a capire se la sella calza effettivamente bene? Ovvio, lo si chiede al diretto interessato! La proprietaria telefona immediatamente con il cellulare a un comunicatore per animali svizzero, il quale viene messo in contatto telefonico col cavallo così da recepire il parere dell’equino. Prestazione a pagamento, chiaro.
Non ho poi capito se la sella sia piaciuta al cavallo e se l’abbiano comprata o no.

Oltre ad avere riso tantissimo, trovandomi a ponderare se è più matto uno che sostiene di parlare al telefono con un cavallo o la gente che lo paga profumatamente per l’assurda prestazione, ho scoperto un altro potenziale sbocco per il mio futuro lavorativo.
Dietro lauto pagamento traduco le parole del vostro gatto. Sono già pronta a comunicare alla vicina del piano di sopra le confessioni dei suoi tre felini: “La dieta a cui ci costringi fa schifo. Cambiare menu, grazie”.

Per Nanetto

Avrebbe dovuto fotografarmi il papà quando ti ho visto per la prima volta: occhi sbarrati, sbalordita come non mai dalla velocità della faccenda, impreparata a prenderti in braccio perché volevo appoggiare il sedere su una superficie e invece ero rimasta lì immobile accovacciata in jigotai. Dopo poco è arrivata la sensazione gioiosa di avercela fatta, di avere portato a casa la vittoria, bene e in breve tempo, soddisfazione completa.

Dopo solo 10 giorni non so bene descrivere ai molti che me lo chiedono cosa cambia nel passare da 2 a 3 bambini. Parole come “bionico” o “wonderwoman”, che sto sentendo spesso ultimamente, mi fanno un po’ ridere perché, se potessi scegliere, vorrei solo avere gli arti allungabili come Elastigirl de Gli Incredibili, la Pixar ci ha visto proprio lungo con quel film.

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Penso che la grossa differenza la faccia una certa consapevolezza acquisita con l’esperienza. Non intendo la consapevolezza di “quello che si deve fare con un bambino”. Vista la diversità dei modelli di bambini sul mercato, questo punto è rimasto ancora oscuro. Mi riferisco alla felice consapevolezza che mi permette di mandare a stendere a cuor leggero e senza troppi complimenti chiunque metta il becco nella mia e solo mia comodità genitoriale, dalla lega del latte alla associazione partorienti volanti, dai promotori del bimbo vegano ai suggeritori di rimedi vari. Ve lo dico, in questo terzo round sono immune e impermeabile a qualsiasi condanna al patibolo come madre degenere.

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Allatti? Allattamento a richiesta? Parto naturale? Epidurale? Agopuntura? Massaggio neonatale? Porti? Pavimento pelvico? Ostetrica? Casa parto? – accendo il jet e me ne vado.

 

Caro Nanetto, benvenuto e grazie di avere scelto me e il papà. Da 10 giorni ci coccoli, ci alleggerisci la vita, ci sorridi mentre dormi e noi ci sentiamo proprio due fortunati.

 

La quiete prima dell’Uragano

 

“e adesso asciuga gli occhi e stai vicino a me
insieme affronteremo l’uragano
e non importa se avrò paura come te
non pensarci e abbracciamoci…
e adesso asciuga gli occhi e stai vicino a me
ho voglia di star dentro all’uragano
e non importa se avrò dolori e coliche
non ci penso e baciandoti
l’uragano siamo noi!”Uragano, Cecco e Cipo, www.ceccoecipo.it

The two Fs

Geography could have helped: living in Germany is not like living across the Ocean and there’s full of different travel options, less then 1 hour fly from Milan, 5 hours drive from Como to Stuttgart.

But.

My family is not like any family and it is extremely different from any Italian Family stereotype – meaning relaxed people, mommy full time in the kitchen and dad at work. My parents work more than anyone could imagine, they are successful too, they have 3 adolescents to take care and, being both active, fast and furious, they have no free time. They need at least one week to organize themselves from the moment I call them and there is no chance they could stay with us for more than 2 days: it is not that they don’t love me or my children, but actually there is no way they could be of any help in an emergency.

Then?

If you are like me, living in a foreign country with no Family available, you know you’re not alone, you can rely on the other F, Friends. By the way, I am always telling my son that “Friends (relationships) are the most important thing in life“, it is time to prove it.
In a few weeks I will probably need some help, even if I hate disturbing others with my own problems and I’ll do all I can to avoid it. I am touched that so many offered their help and I’ve hanged a list of their names and telephone numbers on the fridge. Any time I fear birth / the trip to the hospital / any other complication, I read it aloud again and I don’t feel panic  anymore – and of course I suspect most of my fears are caused by the hormones.

What could I do for those wonderful people when everything will be fine again: a special ThankYou party? A little present? Any ideas?

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p.s. Sorry, I just wanted to talk about the two Fs. It goes without saying, I have the best Team partner.

Miracolo di Girasole

L’anno scorso, a coronamento di un lavoro sul Girasole durato alcune settimane, Nano ha presentato un vasetto con della terra e il cartellino “Questo sarà il girasole di Nano”. Il progetto pensato dalle educatrici era far osservare la crescita del seme anche a casa, dopo averne parlato al Kindergarten, avere seminato in giardino e proposto ad ogni bambino un libretto illustrato da colorare sull’argomento.

Appena ho visto il vasetto sospettavo un tragico fallimento dell’esperimento, con le piante sono un disastro. E’ stato addirittura peggio di quello che avevo previsto: il vasetto di terra e semi di girasole non era ancora arrivato a casa che Nana, con uno dei suoi primissimi passi, inciampa e rovescia vasetto, terra e semi sul tappeto nel guardaroba del Kindergarten. Abbiamo raccattato quello che potevamo, rimesso tutto nel vasetto, ma rimane il dubbio che, per colpa di Nana, i semi fossero rimasti in balìa del loro destino nel largo mondo.

Per un certo periodo abbiamo innaffiato il vasetto di terra senza semi e poi, visto che non cresceva niente, Nano ha desistito e deciso che avevo ragione, non sempre far crescere le piante “funziona”. Per un anno il vasetto è rimasto in cucina in un angolino del davanzale interno.

Viste le premesse non c’è da stupirsi se ieri Lui era pronto a gridare al miracolo e, per buona misura, a chiamare un esorcista.
Con un ritardo di un anno, il vasetto di terra ha prodotto dei teneri ramoscelli!

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Non c’è come metterci i semi. Li ho comprati all’Aldi la settimana scorsa.” ho sussurrato.

Adesso aspettiamo di vedere cosa cresce. Perché conoscendomi potrei avere comprato i semi dei fiori sbagliati. Ma a questo punto, miracolo per miracolo, accettiamo tutto.

Grazie

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Come raccontavo qualche mese fa, i problemi di salute avuti all’inizio della gravidanza di Nanetto mi hanno obbligata ad abbandonare un cliente particolare, speciale e di ampie vedute a cui ero particolarmente affezionata.

Tra le varie ed eventuali conseguenze, non ultima una crisi da nonriescoafareniente, mi sono dovuta lasciare alle spalle contatti quasi quotidiani: i molti professionisti dell’azienda, gli amati/odiati studi di architettura e le loro primedonne archistar e, ancora più determinante, i contatti della stampa del settore edilizia / architettura. Molti di questi si sono trasformati negli anni da generici “contatti” a vere e proprie Persone con volti, caratteri e caratteristiche proprie e con cui si è instaurato un rapporto lavorativo efficace ed efficiente.

Nella confusione del corpo che si stava aggiustando, dell’organizzazione della vita famigliare e nel caos in cui vagavo mentalmente, è stato solo a metà dicembre che mi sono resa conto di non avere avvisato nessuno della stampa periodica della mia sparizione da tutte le caselle di posta elettronica.

Commozione ed emozione: un certo numero di Persone mi ha contattato successivamente solo per sapere come sto. Venuta a meno la rilevanza lavorativa, la necessità di materiali o di informazioni, ci sono Persone che si ricordano di me e che mi scrivono due righe o fanno un colpo di telefono.
E per questi piccoli, meravigliosi e gratuiti gesti vi dico il Grazie più sentito che posso.

Ho paura

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Ultimamente Nano sta dimostrando una maggior sicurezza di sè che corrisponde ad una maggiore tranquillità generale, lui che è un tipo un po’ nervoso. Mi fa pensare che il compleanno sia coinciso con una crescita interiore improvvisa, come per magia, come già altre volte mi aveva stupito con maturazioni dalla sera alla mattina.
Ho notato che questa acquisizione di sicurezza è venuta dopo un mese in cui ha cominciato ad esprimere ad alta voce alcune paure e sta continuando a farlo con cadenza quasi quotidiana, chiedendo con il tono di voce una opinione autorevole (?) sulla paura espressa.

Chissà quali paure interne e profonde esprime un bambino di 4 anni. Le paure del mio Nano si stanno rivelando delle sorgenti di risate a non finire, non per volontà di sminuirle, ma proprio è imposibile stare seri e una risata dopo l’altra sono diventate piccole come delle formiche. Se qualcuno ha seguito il corso di Difesa contro le Arti Oscure con il prof. R. Lupin sa che è così che funziona l’incantesimo Riddikulus.

La sera, o la mattina mentre aspetta la preparazione del latte, esordisce con: MAMMA, IO HO PAURA. E di cosa amore mio?
Elenco le principali, che si sono ripetute più volte e che ricordo con più chiarezza.

  • Degli Orchi – Nano serio e io scoppio a ridere. Gli Orchi? E che Orchi? Non abbiamo mai parlato di Orchi in casa, chi te ne ha parlato? Il Moriz (amico dell’asilo). Intanto gli Orchi non esistono, sono solo i cattivi di una fiaba, come dire la Maga Magò o Thai Lung (Kung Fu Panda per chi non lo sapesse). E anche nelle fiabe fanno paura ma anche un po’ ridere, si muovono tutti storti – segue dimostrazione della tipica camminata da Orchetto di Mordor. Risate.
  • Del Fantasma – Ma chi, del Fantasma Formaggino? Che ti spalma sul panino? Dimostrazione pratica dell’ingresso in camera del Fantasma Formaggino e di come spalma e mangia i bambini. Risate.
  • Che qualcuno entri in casa di notte – Paura un po’ più seria e se penso che questo è tutta colpa del Nikolaus ci divento matta. La porta è chiusa a chiave, nessuno può passare dai muri e le chiavi le abbiamo solo io e il papà. Comunque abbiamo un intero portaombrelli di spade e bastoni di fronte alla porta d’ingresso. Racconto a Nano di quella volta che Lui è tornato da allenamento tardi e io, che mi ero alzata per andare in bagno, mi sono appostata con un bastone di fronte alla porta, pronta a sferrare l’attacco. Ma mamma, hai bastonato il papà? Noooo, quando l’ho visto ho capito che era il papà… e poi che cucù che sono stata, solo lui ha le chiavi di casa, non poteva essere un altro! Risate.
  • Domande sull’esistenza nel mondo reale di esseri fantastici, tra cui Dinosauri, Lupi, Draghi. I Dinosauri non esistono più, ti ricordi che abbiamo letto nel libro che sono morti tutti e che vivevano tanti tanti anni fa. I Lupi esistono, sono come dei cani che vivono nei boschi, non esistono i Lupi come il Lupo Ezechiele che parlano e hanno i vestiti. Come Peppa che è un maiale finto, i maiali veri non parlano!. I Draghi non esistono, sono una fiaba che piace tanto alla mamma e al papà e sono bellissimi per fare i giochi, ma non esistono “per davvero”. Qui non abbiamo riso, ci ha riflettuto e si è tranquillizzato.
  •  Che i bambini e le maestre si mangiano tutto il salame di cioccolato / la torta che hai fatto. Una paura condivisibile, quando la mamma prepara qualcosa da portare all’asilo e il rischio che non ne resti neanche una fetta è altissimo.

Adesso ogni sera aspetto con una certa trepidazione la nuova paura. Sono curiosa e molto divertita: se da un lato sono le paure decisamente buffe, dall’altro mi rendo conto di quanto siano reali dal suo punto di vista. Il mio Boggart prenderebbe la forma di un Tacchino o di una Gallina gigante: anche io, come il mio Nano, ho delle paure che fanno un po’ ridere.

 

Musìk!

Tempo fa avevo visto questa bellissima vignetta su Facebook del disegnatore di comics Evilkids – questo il sito.

 

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Immagine Evilkid Production http://www.evilkid.com

Ecco, sta succedendo circa questo. Io e Lui, dal passato, presente e futuro ben diverso, stiamo affrontando con una certa sorpresa l’ingresso in casa di musiche dell’orrore. No, non lo Zecchino d’Oro, i due Liocorni, il cowboy Arturo, Backe Backe kuchen e Alle meine Ente, cavalli di battaglia degli asili italiani e tedeschi. E’ il puro trash dilagante tanto caro agli amici tedeschi, quelle canzoni tamarre après-ski davanti alle quali uno non può far altro che chiedersi il perché. E soprattutto ci chiediamo perché facciano parte della colonna sonora di tutte le festicciole dedicate alle famiglie.

“E io volo, io volo, come una mosca, sono forte, forte, forte come una tigre, e così grande, grande, grande come una giraffa, così in alto, così in alto. E io salto, salto, salto continuamente, e nuoto, nuoto, nuoto verso di te, ti prendo per mano e dico oggi è così una bella giornata”

Il cavallo rosso se posso è un tantino peggio

 

Ma il re dei tamarri definitivo, quello da cui  la Cristina D’Avena nostrana avrebbe molto da imparare, è tale Volker Rosin, specializzato in musica per bambini, non in après-ski.

Il tizio cicciotto biondo è lui, l’inimitabile. Questo è solo il pezzo che da noi va per la maggiore. Ma consiglio fortemente l’ascolto di Ich habe eine Tante in Marokko, e vediamo se si risvegliano ricordi di cacce del leone (pemm pemm) nella foresta equatoriale.

Insomma, se in casa Nana parla solo ed esclusivamente di Cecco e Cipo, se Nano sa cantare tutto il Cimino, dacci oggi e sempre il nostro pezzo trash quotidiano.

We wax – part1

Mammax3 non butta via niente. Ho incubato questo post da molte settimane e ora lo pubblico, anche se ne manca un pezzo. Non prendetelo sul serio, è per ridere.

There are many things anyone can say about Italian people, but no one can deny that most of (almost all) Italian women show no body hair. In 2 words: we wax.
It is, of course, a cultural trait.
First of all, I do not think that this habit comes from a sense of inferiority or from the feeling that Italian women must be perfect for their macho men. Except meterosexuals, the only men that face that problem, I believe that average Italian men have never grasped the truth that women DO REALLY HAVE body hair. Men have body hairs, women don’t. And who are you, crazy woman, to tell the truth?
In summer, but also in winter, Italian women take care to be “decent”. They are known worldwide to be proud and strong. Pride of themselves and the feeling of strenght are much more easy to acquire in total comfort with their body.
What’s more, most Italian women have dark hair and Lucy the Australopitecus, not to mention Cheeta the Monkey, are just scary to be seen in 2016.

I am lucky because I have not a very strong monkey dna and I am blonde, just like many other German women. But girls, I tell you a secret: blond body hair are NOT invisible. Still, it seems that people in Germany just don’t see what catches the eye of any Italian: far from needing more bleaching/blonding, women just need to wax.

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