Come un lunedì

Chiara come un abc, come un lunedì di vacanza dopo “un anno” di lavoro...
Due settimane di inserimento e oggi anche il Nanetto è partito ufficialmente per la sua strada da scolaretto. Al biforcarsi delle strade, la nuova mia, la nuova sua, quelle già un po’ battute di Nano e di Nana, la strada di Lui, oggi mi voglio fermare. Oggi non imbocco la mia strada a passo di carica, spinta dall’adrenalina e dall’agonismo che mi ha fatto sorpassare i mesi passati.
Oggi mi obbligo a non fare un cazzo.
Oggi, comincio domani.

Perché non ricordo come si sta in casa da sola, perché ho una faccia a metà tra il fantasma e la mummia, domani sono pronta per tutti i piani, le email, i conteggi, i programmi, ma oggi voglio dormire, leggere, bere tisane e sentire canzoni con tante parolacce. Sento già la testa che si ribella e sta formulando cose da fare, tante, quelle urgenti e quelle che mi vengono in mente come i fastidiosi pop up della pubblicità web di un tempo. Il corpo però chiede pietà e poveraccio ha bisogno della sua ripresa.
Domani imbocco la strada che mi sono preparata, organizzo come arricchirla, provo un paio di mesi se funziona e poi eventualmente aggiusto i particolari. Domani, perché ora vado a letto. Buona strada e buon riposo!

Appunti per me stanca

Prendo qualche minuto per aggiornare sui recenti avvenimenti a Warmbronn, direi Warmbronner Chronicles praticamente, ma anche per mettere nero su bianco e rendermi conto più chiaramente dei movimenti cosmici. Insomma, questo post è un appunto per me, stanca.

Sto correndo come una disperata e ieri mattina il Nano ha detto ad un suo amico “la mia mamma cammina più veloce della tua” e non so se questo sia un bene. Il lavoro è inaspettatamente ripartito, ero io quella che un anno fa piagnucolava che non sarebbe mai più riuscita ad entrare nel mondo del lavoro. Ho a che fare con una che si nega al telefono e per email ma mi sono attaccata al suo polpaccio come un cane e non la mollo, infatti ieri, dopo telefonate ipocrito-gentili come mio stile e email varie, mi ha risposto con quello che mi serve e via che si parte.. Martedì sera fino alle 2 di mattina ho tradotto, col risultato che il giorno successivo ero bianca come un fantasma e tutta rinco, anche perché non mi ero ancora ripresa completamente dal weekend.
Il weekend l’abbiamo passato in Italia ven-sab-dom, domenica sera eravamo a casa e lunedì il Nano ha compiuto 5 anni, con tanto di cesto da riempire di piccoli regali per i bambini del suo gruppo all’asilo e a seguire festa pirata dalle 16 alle 18. Sulla festa ci sarebbe bisogno di un discorso a parte perché è stato un successo ma anche un lavoro abnorme (rimando qui per un sintetico prospetto) e sono arrivata al punto di comunicare ufficialmente al Nano di non permettersi di dire che qualcosa non andava bene perché l’avrei fatto volare dalla finestra. Alla faccia del positive parenting. A fronte della festa abbiamo una lista di inviti “riparatori” per chi non è stato invitato (cfr post qui), che si accavallano con la vita da mini-socialite della Nana. Per dire, martedì pomeriggio c’erano già ospiti.
Stamattina sono partita dicendo “devo fare una stampata”, poi ora che ho trovato della carta non dipinta dalla prole, ora che il Nanino mi ha permesso di staccarmi da lui per schiacciare Stampa, sono passati 30 minuti.
Sto litigando con whatsup perché mi hanno chiesto di organizzare una cena di madri dell’asilo nido, perché a me, cosa ho fatto di male? E proprio io che ci impiego minuti a scrivere su whatsup in tedesco e che qualche volta devo usare il vocabolario? Per la cronaca, sembra che quella che mi ha chiesto di organizzare il tutto non venga alla cena: ma allora cosa sollevi iniziative, mettendo di mezzo me, se tu non partecipi?? Grrr.
Domani, con il tradizionale anticipo su tutti i calendari c’è la festa di carnevale e la sera, udite udite che sabato sera da urlo, il Tupperparty.

Wonderwoman però deve ancora cercare la maglia di Superman, rimpicciolire la tuta di Spiderman, sistemare il simbolo di Batman e ritagliare le stelle da mettersi sulla gonna… e Ironman ha chiesto di cucirgli la tasca dei jeans.
La dura vita del supereroe.

Continua: Miracolo di Girasole

Vi ricordate il Girasole di Nano, quello che faceva parte di un percorso portato avanti l’anno passato al Kindergarten?
Dopo un anno avevamo gridato al miracolo per lo spuntare di teneri steli e delicate foglioline. Nonostante il ritardo e le pessime premesse, pensavamo che il Barbatrucco fosse riuscito ed invece ecco il primo fiore:

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Sono disperata. In parole povere questo Girasole:

  • è sbocciato un anno dopo. Perché è dopo un anno che mi sono ricordata di comprare i semi.
  • non è un Girasole. Ho evidentemente sbagliato a comprare i semi.
  • ogni volta che vado in cucina comincio a starnutire, sospetto che sia tra le piante a cui sono allergica. Che diavolo di semi ho comprato?

Il meno deluso è Nano: la faccenda del Girasole l’aveva perfino dimenticata e non vi sta dando una gran attenzione.
Adesso le opzioni sono (1) traslocare questi fiori lestofanti in giardino, dove ci lasceranno le penne e le foglie, oppure (2) buttare tutto nel pattume. Lui consiglia la seconda opzione, io sarei per la prima… non ci fosse quella complicazione dell’allergia.

Miracolo di Girasole

L’anno scorso, a coronamento di un lavoro sul Girasole durato alcune settimane, Nano ha presentato un vasetto con della terra e il cartellino “Questo sarà il girasole di Nano”. Il progetto pensato dalle educatrici era far osservare la crescita del seme anche a casa, dopo averne parlato al Kindergarten, avere seminato in giardino e proposto ad ogni bambino un libretto illustrato da colorare sull’argomento.

Appena ho visto il vasetto sospettavo un tragico fallimento dell’esperimento, con le piante sono un disastro. E’ stato addirittura peggio di quello che avevo previsto: il vasetto di terra e semi di girasole non era ancora arrivato a casa che Nana, con uno dei suoi primissimi passi, inciampa e rovescia vasetto, terra e semi sul tappeto nel guardaroba del Kindergarten. Abbiamo raccattato quello che potevamo, rimesso tutto nel vasetto, ma rimane il dubbio che, per colpa di Nana, i semi fossero rimasti in balìa del loro destino nel largo mondo.

Per un certo periodo abbiamo innaffiato il vasetto di terra senza semi e poi, visto che non cresceva niente, Nano ha desistito e deciso che avevo ragione, non sempre far crescere le piante “funziona”. Per un anno il vasetto è rimasto in cucina in un angolino del davanzale interno.

Viste le premesse non c’è da stupirsi se ieri Lui era pronto a gridare al miracolo e, per buona misura, a chiamare un esorcista.
Con un ritardo di un anno, il vasetto di terra ha prodotto dei teneri ramoscelli!

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Non c’è come metterci i semi. Li ho comprati all’Aldi la settimana scorsa.” ho sussurrato.

Adesso aspettiamo di vedere cosa cresce. Perché conoscendomi potrei avere comprato i semi dei fiori sbagliati. Ma a questo punto, miracolo per miracolo, accettiamo tutto.

Semplicemente Avanti

Spendo due parole, le ultime giurin giurella, sulle feste in Germania. Le feste natalizie in Germania sono bellissime, quelle natalizie sono stupende, profumate, colorate e tradizionali. E’ la prima volta che le passiamo interamente a casa e abbiamo potuto toccare con mano sì la bellezza, ma anche la stranezza.

Si sa, perché lo ripete la stampa italiana con malcelata invidia, che la Germania è “avanti”. Ma quanto avanti? Beh, io ora lo so.

Abbiamo cominciato ad essere avanti il 24 dicembre. Intanto Babbo Natale arriva per i bambini tedeschi il 24 in giornata e non nella notte. Già avanti di almeno 12 ore. Noi abbiamo mantenuto il fuso italiano e Babbo Natale e Gesù Bambino si sono manifestati nella notte tra il 24 e il 25, con apertura regali il 25 mattina.

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Chiesa di Weil der Stadt

Sempre il 24 dicembre, i Nonni Imbruttiti erano a caccia della tradizionale “Messa di Mezzanotte” cattolica in un Land protestante evangelico. Alcuni pittoreschi paesini in Baden-Württemberg hanno tradizione cattolica, tra cui la bellissima Weil der Stadt, città natale di Keplero. La chiesa (cattolica) di Weil der Stadt è decisamente da visitare, specialmente la notte di Natale con la celebrazione cantata da un coro professionista e accompagnata dal gigantesco organo.
E a che ora è la Messa di Mezzanotte della Notte di Natale a Weil der Stadt? Alle ore 22.00. Due ore prima. E infatti finisce alle 23.15. Quarantacinque minuti prima. Un caso isolato? No, in tutte le parrocchie cercare in rete l’0rario era quello.

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Pranzo di Natale, 25 dicembre, ore 11

Il 25 dicembre il Pranzo Natalizio si è svolto a partire dalle 11.15, per esigenze di prole abituata agli orari del Kindergarten e per esigenza di mammax3 che si è rifiutata di cucinare 2 volte di seguito. Rispetto al fuso orario della Brianza, per il quale si pranza intorno alle 12-12.30 possiamo conteggiare un’ora di anticipo.

 

 

 

 

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Invito Silvester Party, 29 dicembre, ore 14,30

Ma i festeggiamenti di fine anno, con la festa di San Silvestro, hanno superato qualsiasi organizzazione bislacca.
Abbiamo ricevuto un invito ad un Silvester Party per il 29 dicembre, alle ore 14,30. Non ci credete? Ecco la prova. 2 giorni di anticipo sulla tabella di marcia mondiale, mica briciole.

 

 

E non è finita qui. Il 31 dicembre, questa volta il giorno giusto, abbiamo festeggiato con ben 2 cenoni: il primo, alle 18 con i Nani e polenta e formaggio. Il secondo alle 22.00 con cotechino e lenticchie, io, Lui e il cugino Michele.
Poi noi, che siamo amanti della tradizione, abbiamo brindato al nuovo anno alla mezzanotte, in paese hanno acceso i fuochi artificiali e siamo passati al nuovo anno allineandoci al mondo fuori dai  confini tedeschi.
E adesso, non dite che non siamo Avanti.

Conto alla rovescia

Lo so, avrei dovuto scrivere ieri che era il 1 Dicembre e invece scrivo oggi che è il 2.
Ieri abbiamo aperto il calendario dell’avvento ed è partito il conto alla rovescia verso il Natale e verso la fine dell’anno.
Dicembre è sempre un mese impegnativo, anche per me che sono a riposo: biscotti, la caccia al panettone, cene, Adventcafé, preparare la calza del Nikolaus, preparare i regali di Gesù Bambino e di Babbo Natale che arrivano lo stesso giorno.
Ho fatto tabulati Excel appositamente dedicati incrociando il destinatario del regalo con il mittente, così da avere tutto sotto controllo perché temo le fatidiche domande dei miei e di mia nonna “Cosa regalo a Lui? E a Nano? E a Nana? E al Nanetto?”.

Data l’inattività, che tuttavia si sta rivelando una pericolosa fontana di idee una più strampalata dell’altra, mi sono messa in mente di preparare dei sacchettini-dono per amici, amiche e amici dei Nani, con all’interno dei biscotti e cioccolatini.
Poi ci sono le carte di auguri da scrivere e spedire.
I fan dei miei biscotti natalizi saranno delusi, perché non riesco proprio a impastare la solita enorme mole di biscotti – considerando che, come da lista stilata, il numero di sacchetti di biscotti è aumentato a dismisura in 3 anni e, anche in perfetta salute, sarebbe stata un’impresa titanica impastare per tutti.

Intanto che mi do da fare, Dicembre scorre. E per fortuna oserei dire!! Il 2015 non si può dire sia stato finora un anno fortunato, abbiamo cercato di viaggiare più schisci (nascosti) per non farci colpire dalla sfiga dilagante e ci siamo riusciti un po’ si e un po’ no. Sono mancate tante persone che ricordiamo con affetto e di contro mi tengo stretta la pancia contenitore di vita con un Nanetto protetto dal proverbiale “culo” di famiglia. Perché non sarò supercredente ma alla sfiga e al fondo(schiena) ci credo tantissimo.
Ho lasciato un lavoro che amo e mi tengo aggrappata a quel poco di cultura per ripartire con nuova energia. Mi trovo in questo Dicembre con poche forze, ma ho tre nani da tenere a bada e le forze le vado a cercare ogni giorno nel fondo dell’anima. Poi però vado a letto alle 20.00 con il senso di colpa di non avere prestato sufficiente attenzione a Lui.

Non ci ho ancora ragionato bene, ma penso che farò tante lenticchie la sera di Capodanno, non perché portino soldi ma perché ogni pallina schiacciata porti fortuna a tutti quelli che conosco.

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ps. Tanti auguri ai miei Geni per 36 anni di matrimonio sempre di corsa e sempre con nuove sorprese.

Il Martire dallo stomaco di ferro

Inizio sempre con le migliori intenzioni e, devo proprio dirlo, con un certo accanimento.
Dovete sapere che Lui è il Martire dei miei tentativi culinari e che con l’esperienza ha imparato a preoccuparsi quando mi vede in cucina con il pc che impasto. Di norma vuol dire due cose: 1) sto tentando di preparare qualcosa che non so cucinare 2) non ho in casa gli ingredienti e sto cercando su Internet ricette facili / veloci / con meno ingredienti possibili.
Sì, perché sono una cuoca media, ma soprattutto ho un repertorio limitato alle specialità della mia regione, la Lombardia: tutto bene, a volte perfino eccellente la polenta uncia, il risotto alla milanese, la cotoletta impanata, perfino il risotto con pesce persico se trovo la materia prima, il tradizionale paradello. Usciti dai confini, a parte qualche eccezione di cucina standard (dalla pasta al pomodoro in giù), è il disastro.

Quando vivevamo a Modena il problema non si poneva: voglia di tigelle, gnocco fritto, pizza? Si usciva a mangiare.
Ma da 3 anni vedo il mio povero Lui penare nella speranza di mangiare almeno una misera piadina o una focaccia e ogni tanto provo ad accontentarlo, con tentativi esilaranti.

Le focacce sono il mio tentativo più usuale, perché la focaccia mi piace molto, quella normale, con niente, solo un po’ unta. Ho provato diverse ricette su Internet e vi posso assicurare che nessuna di queste ha prodotto il genere di “pane” che ricordavo.

Oggi invece ho riprovato, nell’intimità del pranzo in solitaria, a preparare delle piadine per stasera con l’intento di stupire Lui e di farcirle con quel pochino di prosciutto rimasto in frigorifero (ricetta veloce, facile e in padella, non posso stare 1 ora ad impastare, dovrei essere a letto) . Ricordo il sapore delle piadine e sono certa ci sia qualcosa che non va, manca qualcosa, ma che cosa? E poi il risultato, anche come pane, è diverso. Una specie di ostia molle senza sale.

Di 3 che ho cotto, una mi è scivolata per sbaglio nel lavello mentre spalmavo l’impasto in padella, una l’ho fatta bruciare e una l’ho mangiata. Per una volta Lui, il mio Martire dallo stomaco di ferro, resterà all’oscuro del mio ennesimo fallimento.

E voi, che cosa non sapete proprio cucinare?

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I rimasugli dell’unica simil-piadina. Se non altro, sembra sorridermi. Mi starà prendendo per il …??

Italian Slang

Andrea, mia carissima amica, mercoledì mattina mi ha accompagnato ad una visita dal ginecologo. Alle 8 di mattina l’appuntamento e io pensavo d’essere la prima paziente della giornata, invece c’erano già nello studio altre 3 pazienti panciute, 2 in piedi avevano il classico passo da ippopotamo gravida. La terza era in sala d’attesa e di lei ho notato di sfuggita solo la pancia e frettolosamente l’ho collocata nel tris di gravide (quatris se mi ci metto anche io, anche se la pancia per ora non si vede ancora).

Tornando a casa, Andrea mi spiega che la tizia in sala d’aspetto non è incinta, che è una sua amica d’infanzia con cui ha avuto uno screzio anni fa e da allora non si salutano più. In poche parole, si è trattato di una amicizia di convenienza protrattasi per anni, con prestiti di soldi e aiuti a pioggia, finché, intorno ai 25 anni, l’allora fidanzato di Andrea oggi suo marito, non ha suggerito di darci un taglio. Da allora fine dell’amicizia e fine di ogni rapporto.
Come avrete capito, Andrea (ed anche sua madre è della stessa pasta) è tra le persone più buone del mondo, con una generosità straripante che non chiede mai niente in cambio.

Di fronte ad un bel caffé, Andrea cerca tristemente di descrivermi la sua ex amica “sai, ha sempre chiesto e io le ho sempre dato tutto… è tra le persone più cattive che conosco… non saprei come descriverla…” E io: “In poche parole… E’ una Stronza!” Andrea studia italiano da più di 3 anni, con dubbi risultati, e si mette a ridere. “Cosa vuol dire Stronza?”
Mi spiego: “le persone come la tua amica, in italiano si chiamano Stronze. E’ aggettivo, puoi fare Stronzo, Stronza, Stronzi, Stronze”.
Andiamo avanti, caffé e spetegulèss “Poi ha quella faccia, ti guarda sempre dall’alto in basso… non è che sia proprio brutta, ma ha l’espressione antipatica…” E io: “Ah , ha la Faccia da Culo!” Giù a ridere di nuovo, perché “culo” e “faccia” sa cosa vogliono dire e ci metto pochi secondi a spiegarle l’espressione tecnica.

Andrea riassume, in italiano zoppicante: “Ho-capito. Lei – è – una – Stronza – con – Facia – da – Culo”. Giusto.

Stamattina aspetto lei e la madre per la lezione di italiano e un buon caffé. Non che io mi vanti di essere una grande insegnante di italiano, ho fatto solo 1 corso all’università sull’insegnamento dell’italiano come L2 ma non ho mai preso certificazioni in tal senso visto che la mia carriera lavorativa ha poi imboccato un’altra strada. Però me la cavo e vedo che i risultati ci sono, le mie due amiche sono molto migliorate e io sono soddisfatta, per loro soprattutto. Sì, perché 3 anni di lezioni alla VHS con tale Maria di Bari non hanno portato grandi frutti e allora mi hanno chiesto di fare un po’ di conversazione e di chiarire i punti (per ora tutti) che non hanno capito. Non voglio dire che la Sciura Maria sia una insegnante scarsa (anche se in 3 anni e  più di corso, i livelli sono deludenti e non può dipendere solo dagli studenti). E che non è una insegnante di italiano, bensì una madrelingua italiana nata in Germania. Ha alcune lacune di grammatica e di conseguenza difficoltà a spiegarsi di fronte a persone che si approcciano all’italiano come L2.

Dopo la lezione di Slang, oggi pronomi personali soggetto e complemento. Buona giornata!

Se a qualcuno interessasse, questo è tra i migliori libretti pocket per chi studia italiano (partendo dal tedesco). Per chi viaggia, ma anche per chi è interessato a un italiano colloquiale, veloce, d’uso quotidiano. “Reise Know-How Verlag Peter Rump GmbH; Auflage: 3. Auflage (25. Juli 2014)”

Crash

L’ambientazione classica, bambini recuperati all’asilo, Nano in bicicletta e Nana sul seggiolino della mia bici. Anche la caduta è stato un classico intramontabile: discesa su ghiaietto con curva in fondo. Insomma, Nano non ha frenato con l’apposito strumento, la bici in curva non ha tenuto e si è trovato con il muso spalmato per terra. Frenata di faccia su ghiaia bagnata, con mamma dietro che inchioda, molla bici e Nana per salvare il Nano incidentato.
Appurato che il Nano 1. rispondeva ai richiami 2. non ha rotto gambe / braccia, gli ho tolto la ghiaia di bocca, ho pulito un po’ il volto insanguinato con un fazzoletto, e l’ho ahimè esortato a riprendere la pedalata verso casa. Ha pedalato e ha pianto tutto il tragitto e credo non ce l’avremmo fatta se non avessi promesso un cioccolatino premio. A casa, finita la disinfezione d’obbligo e il cioccolatino, Nano si sentiva tutto indebolito e voleva andare a letto, invece la sua amica del cuore lo aspettava allo Spielplatz e la piccola ha vinto sul grosso spavento perché dopo averla raggiunta Nano si è tranquillizzato e si è rimesso a giocare.

Questi sono i cioccolatini premio, rimedio per quasi tutti i mali.

Sempre in tema di incidenti, io e Andrea (la solita) abbiamo investito un gatto. Ha fatto crash anche lui, povera bestia scema che attraversa la strada velocissimo, all’improvviso, al buio totale e senza guardare.
La settimana non è ancora finita e domani ho la cena dei genitori dell’asilo: mi devo aspettare la caduta dalle scale o l’avvelenamento da cibo guasto?

Shot di aceto

Per essere una che non si ammala praticamente mai, questo 2015 è stato un anno di cacca. Direi anche letteralmente, visto che negli ultimi 15 gg la mia famiglia, una persona per volta, ha preso ed emesso il virus del mal di pancia 2 volte ciascuno.

Risolto il problema virus, per non farmi mancare niente ieri sono stata da un medico, un sostituto molto avanti con l’età, che mi ha consigliato il rimedio definitivo a tutti i miei problemi: Obst Essig, aceto di frutta, disponibile in tutti supermercati a modico prezzo. Posologia: 1 cucchiaio al giorno secondo il medico, berne “tanto” secondo l’infermiera.

Ne ho comprate 3 bottiglie, ne ho aperta una e mi sono versata lo shottino.
Non lo auguro a nessuno. Sarà sanissimo, ma che schifo!

 
Immagine dal web