Post di fine anno

Se dappertutto si parla di 2016 maledetto, per me è stato un anno difficile per 1/3 e faticoso-gioioso per 2/3.

Dal 2017 chiedo Tempo, l’agenda è pronta, quella con la “pecora” portafortuna.

Tempo di tradurre, di infilarmi i dizionari sottopelle, senza arrivare a farlo tutte le sere e tutte le notti. Magari anche il Tempo, oltre che la Memoria, di fare le fatture, sono l’unica salame di freelance che dimentica di farle.

Tempo per studiare ancora tedesco ed entro Aprile fare un altro test. Il libro è pronto, c’è solo da cominciare.

Tempo per il Nano, tempo per la Nana, tempo per il Nanetto, che abbiano tutti i giorni pantaloni e magliette puliti, anche i musetti e i dentini. Per le mani, lasceremo un po’ correre.

Tempo per Lui, di ascoltarlo e di vedere i suoi film senza addormentarmi, per preparargli qualche volta una cena non scotta e salata al punto giusto, per cambiargli le gomme e spedire le lettere in posta.

E i miei pensieri per il 2017 vanno a tutti gli amici conosciuti nel 2016: forza ragazzi e ragazze, è anche grazie a voi che io oggi, un giorno prima della fine dell’anno, mi sento un po’ più ricca di idee, di ispirazioni, di affetto.

 

The two Fs

Geography could have helped: living in Germany is not like living across the Ocean and there’s full of different travel options, less then 1 hour fly from Milan, 5 hours drive from Como to Stuttgart.

But.

My family is not like any family and it is extremely different from any Italian Family stereotype – meaning relaxed people, mommy full time in the kitchen and dad at work. My parents work more than anyone could imagine, they are successful too, they have 3 adolescents to take care and, being both active, fast and furious, they have no free time. They need at least one week to organize themselves from the moment I call them and there is no chance they could stay with us for more than 2 days: it is not that they don’t love me or my children, but actually there is no way they could be of any help in an emergency.

Then?

If you are like me, living in a foreign country with no Family available, you know you’re not alone, you can rely on the other F, Friends. By the way, I am always telling my son that “Friends (relationships) are the most important thing in life“, it is time to prove it.
In a few weeks I will probably need some help, even if I hate disturbing others with my own problems and I’ll do all I can to avoid it. I am touched that so many offered their help and I’ve hanged a list of their names and telephone numbers on the fridge. Any time I fear birth / the trip to the hospital / any other complication, I read it aloud again and I don’t feel panic  anymore – and of course I suspect most of my fears are caused by the hormones.

What could I do for those wonderful people when everything will be fine again: a special ThankYou party? A little present? Any ideas?

28c79aac89f44f2dcf865ab8c03a4201

p.s. Sorry, I just wanted to talk about the two Fs. It goes without saying, I have the best Team partner.

Musìk!

Tempo fa avevo visto questa bellissima vignetta su Facebook del disegnatore di comics Evilkids – questo il sito.

 

rebels

Immagine Evilkid Production http://www.evilkid.com

Ecco, sta succedendo circa questo. Io e Lui, dal passato, presente e futuro ben diverso, stiamo affrontando con una certa sorpresa l’ingresso in casa di musiche dell’orrore. No, non lo Zecchino d’Oro, i due Liocorni, il cowboy Arturo, Backe Backe kuchen e Alle meine Ente, cavalli di battaglia degli asili italiani e tedeschi. E’ il puro trash dilagante tanto caro agli amici tedeschi, quelle canzoni tamarre après-ski davanti alle quali uno non può far altro che chiedersi il perché. E soprattutto ci chiediamo perché facciano parte della colonna sonora di tutte le festicciole dedicate alle famiglie.

“E io volo, io volo, come una mosca, sono forte, forte, forte come una tigre, e così grande, grande, grande come una giraffa, così in alto, così in alto. E io salto, salto, salto continuamente, e nuoto, nuoto, nuoto verso di te, ti prendo per mano e dico oggi è così una bella giornata”

Il cavallo rosso se posso è un tantino peggio

 

Ma il re dei tamarri definitivo, quello da cui  la Cristina D’Avena nostrana avrebbe molto da imparare, è tale Volker Rosin, specializzato in musica per bambini, non in après-ski.

Il tizio cicciotto biondo è lui, l’inimitabile. Questo è solo il pezzo che da noi va per la maggiore. Ma consiglio fortemente l’ascolto di Ich habe eine Tante in Marokko, e vediamo se si risvegliano ricordi di cacce del leone (pemm pemm) nella foresta equatoriale.

Insomma, se in casa Nana parla solo ed esclusivamente di Cecco e Cipo, se Nano sa cantare tutto il Cimino, dacci oggi e sempre il nostro pezzo trash quotidiano.

Semplicemente Avanti

Spendo due parole, le ultime giurin giurella, sulle feste in Germania. Le feste natalizie in Germania sono bellissime, quelle natalizie sono stupende, profumate, colorate e tradizionali. E’ la prima volta che le passiamo interamente a casa e abbiamo potuto toccare con mano sì la bellezza, ma anche la stranezza.

Si sa, perché lo ripete la stampa italiana con malcelata invidia, che la Germania è “avanti”. Ma quanto avanti? Beh, io ora lo so.

Abbiamo cominciato ad essere avanti il 24 dicembre. Intanto Babbo Natale arriva per i bambini tedeschi il 24 in giornata e non nella notte. Già avanti di almeno 12 ore. Noi abbiamo mantenuto il fuso italiano e Babbo Natale e Gesù Bambino si sono manifestati nella notte tra il 24 e il 25, con apertura regali il 25 mattina.

katholische-stadtkirche-stpeter-und-paul-in-weil-der-stadt

Chiesa di Weil der Stadt

Sempre il 24 dicembre, i Nonni Imbruttiti erano a caccia della tradizionale “Messa di Mezzanotte” cattolica in un Land protestante evangelico. Alcuni pittoreschi paesini in Baden-Württemberg hanno tradizione cattolica, tra cui la bellissima Weil der Stadt, città natale di Keplero. La chiesa (cattolica) di Weil der Stadt è decisamente da visitare, specialmente la notte di Natale con la celebrazione cantata da un coro professionista e accompagnata dal gigantesco organo.
E a che ora è la Messa di Mezzanotte della Notte di Natale a Weil der Stadt? Alle ore 22.00. Due ore prima. E infatti finisce alle 23.15. Quarantacinque minuti prima. Un caso isolato? No, in tutte le parrocchie cercare in rete l’0rario era quello.

20151225_111254

Pranzo di Natale, 25 dicembre, ore 11

Il 25 dicembre il Pranzo Natalizio si è svolto a partire dalle 11.15, per esigenze di prole abituata agli orari del Kindergarten e per esigenza di mammax3 che si è rifiutata di cucinare 2 volte di seguito. Rispetto al fuso orario della Brianza, per il quale si pranza intorno alle 12-12.30 possiamo conteggiare un’ora di anticipo.

 

 

 

 

20151216_151324

Invito Silvester Party, 29 dicembre, ore 14,30

Ma i festeggiamenti di fine anno, con la festa di San Silvestro, hanno superato qualsiasi organizzazione bislacca.
Abbiamo ricevuto un invito ad un Silvester Party per il 29 dicembre, alle ore 14,30. Non ci credete? Ecco la prova. 2 giorni di anticipo sulla tabella di marcia mondiale, mica briciole.

 

 

E non è finita qui. Il 31 dicembre, questa volta il giorno giusto, abbiamo festeggiato con ben 2 cenoni: il primo, alle 18 con i Nani e polenta e formaggio. Il secondo alle 22.00 con cotechino e lenticchie, io, Lui e il cugino Michele.
Poi noi, che siamo amanti della tradizione, abbiamo brindato al nuovo anno alla mezzanotte, in paese hanno acceso i fuochi artificiali e siamo passati al nuovo anno allineandoci al mondo fuori dai  confini tedeschi.
E adesso, non dite che non siamo Avanti.

Il Sedici

Immagine dal web

Partiamo con le migliori premesse, perché nel linguaggio famigliare “il Sedici” non è che un amichevole “Sedere” e speriamo sia fortunoso.
Quindi, buon Duemila (e un grosso grossissimo) Sedici.

2016 che sia meglio del 2015, 2016 che ci faccia perdere i kg di troppo messi nelle ultime settimane del 2015, 2016 che siamo pronti ad attraversare con armature e spade laser prese in prestito dall’ultimo Star Wars.

Buon anno a chi conosco di persona e a chi conosco virtualmente.
Happy happy new year to you all people who helped me in those troubled times, I could not believe there was so much of you good ones (and many of you who offered their help even without really knowing us. That was precious.)

E poi ci sei tu, piccolo Nanetto. Per te spero quello che ho sperato per i tuoi fratelli, aggiungendo che sei un piccolo eroe. Grazie per avere scelto noi, non siamo certo il meglio sulla piazza, non sappiamo fare la pizza, ma ce la metteremo tutta.

divertita, divertito, divertente, saltellante, sorridente, ironico, ironica, intelligente, canterina, canterino, energia pura, una linguaccia e qualche volta il dito medio, creativo, creativa, ragione, talvolta un po’ pirla, sulle nuvole e coi piedi per terra, idee una dopo l’altra, in viaggio, goloso, golosa, spettinato, spettinata, colorato, colorata… basta?

Genitori-Abend

i_puffi_smurfs_the_movie_009

Comincio dalla fine: queste sono le facce esauste all’uscita

Visto che qualcuno me l’ha chiesto, vi racconto come è andata la famosa riunione genitori del Kindergarten, durata dalle 20.00 alle 23.30 in un tripudio di discussione animata, perché tutto il mondo è paese, in questo caso tutto il mondo è un paese piccolo piccolo.

Ricordate la Famiglia Stronzi? Bene, la mamma degli stronzi è la capofila di quegli 8 che si sono offerti di far parte del Elternbeirat, il consiglio genitori. A mio parere l’interesse verso “chi sono” i componenti del consiglio genitori dovrebbe essere tendente a zero: simpatici o antipatici, intelligenti o dementi, hanno un ruolo nullo nell’educazione impartita al Kindergarten. Hanno un ruolo attivo nell’organizzazione delle iniziative collaterali, feste di Natale, di Pasqua, dell’Estate e fanno qualche proposta alla direttrice e magari, ma non ne sono certa, alzano la voce se c’è qualcosa che non va.

La direttrice è una che dorme in piedi e che non ci fa, ci è. Data la situazione, quasi tutti hanno dei problemi col personale insegnante cioè che alcuni dormono in piedi o seduti, come la suddetta direttrice. Di questi problemi, citando vari esempi e situazioni, potremmo parlare per ore, ma quello che è risolutivo, modesto parere di una rompiscatole, è chiedere appuntamento con l’insegnante e tentare di dargli una svegliata tenendo alta la pressione. Quello di cui non mi aspettavo di dovere parlare è del livello di competenza del consiglio genitori (ce ne frega qualcosa?) e del ruolo della madre degli Stronzi all’interno (di nuovo, ce ne frega qualcosa?). Il retroscena di cui io, Ausländer, non potevo essere a conoscenza, è che la madre degli Stronzi è al centro della lotta tra due tribù mammesche, la tribù che pensa che sia una stronza e la tribù che pensa che sia un genio. Nel privato ho simpatia per la prima tribù ma me lo tengo per me. Poi mercoledì ho conosciuto le supporters dell’altra fazione e ho capito tutto: le supporters della mamma degli Stronzi sono, ahimè, “mamme sceme”.

La serata è stata vivacissima: la mamma degli Stronzi è risultata l’unica che non rileva i problemi col personale di cui sopra, le mamme sceme sono le uniche due che sostengono la sonnolenza cronica della direttrice. In un’altra occasione, informale con solo alcune amiche, in proposito avevo suggerito un thermos di caffé espresso che mi sarei impegnata a portare all’asilo tutte le mattine.
Da parte mia sono stata impegnata (ma ero stufa e volevo andare a casa) da una mini discussione con una mamma scema in cui io parlavo di una cosa e lei rispondeva con un’altra, culminata in due momenti indimenticabili con un’altra mamma che si alza in piedi e sbotta “oh, ma la Chiara è mezzora che sta dicendo un’altra cosa!!” e il momento di debolezza in cui sono uscita con un italianissimo “No, qui non ci capiamo…” per poi proseguire in tedesco.

La misura è stata colma alle 23.35, mentre esausta mi avviavo all’uscita: la mamma scema con cui ho discusso si avvicina e chiede “ma tu da dove vieni?” e io “perché? …Italia, Como.”. Risposta: “Italia? Ah. Io pensavo fossi olandese, dall’accento.” Sì, certo, ho l’accento olandese. Avete capito perché “mamma scema”?

Il giorno delle Porte aperte

Oggi al kindergarten abbiamo festeggiato la “giornata delle porte aperte”, una Sommerfest a cui hanno partecipato i 170 bambini che frequentano l’asilo e le loro famiglie. Noi eravamo senza Lui, in viaggio per lavoro in Italia e incazzoso già prima della partenza.

La festa è stata al centro di preparazioni mammesche, a cui ho aderito solo in parte portando una torta al cioccolato e facendomi carico di scrivere l’articolo per i giornali locali (siamo a posto…). Una tale Suzanne mi ha chiesto se potevo dipingere i bambini, le ho risposto “le hai viste le mie uova di Pasqua?” e nessuno me l’ha più proposto.

Comunque, oggi alle 14.30 sono partita da casa con: monopattino piegato a tracolla, zainetto (contente Ergobaby, portafoglio, telefono, chiavi) e teglia di torta al cioccolato gigante. Giravo come un’anima in pena, inutile dire che prima di recarmi alla Biblioteca di Warmbronn per la prima parte della festa sono sparata al Kindergarten a mollare la torta. Poi ho raccattato una nonna dispersa e l’ho condotta in Biblioteca: sì, questo mini paese ha anche una Biblioteca e oggi ci sono entrata per la prima volta perché in 3 anni l’ho sempre trovata chiusa. Un caldo allucinante per vedere questo benedetto Vernissage, un parolone per dire che hanno appeso dei cartelloni con disegni e delle fotografie di attività dei bambini.

Il tema portante della mostra è la Vita. Questa è l'attività del gruppo di Nano, hanno coltivato delle fragole e dei girasoli.

Il tema portante della mostra è la Vita. Questa è l’attività del gruppo di Nano, hanno coltivato delle fragole e dei girasoli.

20150716_145646

L’arte dell’altalena. Hanno attaccato dei barattoli di colore bucati sul fondo sotto il seggiolino dell’altalena. Ogni bambino è salito sull’altalena facendo cadere del colore su un grosso telo per terra.

Alle 15.30 ho recuperato i miei due ed è cominciata la festa.
C’erano tantissime cose da guardare, in primis la tipa che faceva i palloncini. Nano voleva una spada, ma c’era una ressa indecente, la sciura palloncina ha fatto un grossissimo Pluto palloncino che, ahimé, tra tutti ha regalato a Nana. Me lo sono tirato dietro tutto il pomeriggio. Nano ha fallito miseramente il suo tentativo di farsi fare una spada, finchè il padre della sua amichetta Abigail, che è più bambino dei bambini, non gli ha dato la sua.

20150716_214831

Il famoso Pluto palloncino, stasera dopo lo stress della giornata.

Questa è la spada, identica a quella di Nano. Lui è uno dei mitici gemelli nostri vicini.

Questa è la spada, identica a quella di Nano. Lui è uno dei mitici gemelli nostri vicini.

Abbiamo visitato tutte le stanze, abbiamo visto il Kasperltheatre con Nana che urlava “OOOOhhh!!” entusiasta, Nano si è vestito da ape e ha recitato una canzoncina all’interno del gruppo, abbiamo fatto l’impronta della mano su un grosso lenzuolo bianco, infine si sono fatti dipingere il viso ed è inutile dire che dopo poco Nana ha spalmato il colore anche in faccia alla sottoscritta.

20150716_170518 - Copia

Nana Farfalla (o Coccinella??). Stesse ferma, dico io!

Nano Spiderman

Nano Spiderman

E’ buffo, perché la foto che vorrei mi avessero scattato oggi è quella di quando siamo tornati a casa: palloncino Pluto, 2 zaini dei bambini, 1 zaino mio appesi sul monopattino, Nana nell’Ergo e Nano in bici con la spada palloncino infilata nella schiena perché proprio non sapevo dove metterla. E ho lasciato al kindergarten la teglia della torta, la riprendo domani.

Io e Lisa alle 17.30 stremate. Nana e Gigante sono coetanei, solo che lui pesa come 3Nane.

Io e Lisa alle 17.30 stremate. Nana e Gigante sono coetanei, solo che lui pesa come 3Nane.

Tri-linguismo

Se l’italiano è complicato, se il tedesco è complesso, cosa succede se il 3enne ci prova anche con l’inglese?

Al Kindergarten l’altro giorno hanno festeggiato  il compleanno di un nuovo bambino, Massimo, italiano che non parla tedesco, che ha compiuto 4 anni.
Titolo di merito, Massimo è il primo bambino del Kindergarten che, anche secondo la professionale opinione di Nano, parla italiano. In realtà ci sarebbe anche una coppia di gemelli, maschio e femmina, italiani che non parlano tedesco, ma questi secondo Nano non parlano italiano e lui si è rifiutato di fare da tramite tra i bambini e le insegnanti perché “non si capisce niente, die zwei können kein Italienisch reden“. A dire tutta la verità, anche io non li capisco e soprattutto non capisco il padre le pochissime volte che mi ha rivolto la parola e ho il sospetto che lui poverino faccia un grosso sforzo con me, poiché io il suo napoletano non lo capisco e rimango lì come una cretina.

Tornando ai festeggiamenti del compleanno del nuovo Massimo, le insegnanti hanno avuto un guizzo multilanguage e invece del solito “Alles gute zum Geburtstag” hanno cantato “Happy birthday to you“, un ragionamento che non fa una grinza.
Tutto contento di avere imparato una nuova versione del classico canto di compleanno, Nano è tornato a casa con un ulteriore nuovo testo:

Happy bärchen too youuu!!

Orsetto del cuore, quello di mio figlio che è un Sonnenkind.

Io e Lui ci siamo rotolati dalle risate. Tanti auguri Massimo e ti prego, fai cantare questa canzoncina anche l’anno prossimo, voglio vedere se subisce altre nuove e comiche evoluzioni.

Festa della mamma

Ed è arrivata la sera della Festa della mamma(X2). Siamo andati a visitare Tübingen, dietro spinta di Lui che da settimane ha in mente di fare “una gita” in una città, cercando di ficcare questa idea nell’agenda affollatissima del weekend standard. Bella Tübingen, bellissima. In settimana ho anche ricevuto il mio regalo, cioè un nuovo telefono visto che il vecchio dava segnali di cedimento irrefrenabile. Bello il nuovo telefono, bellissimo. Una fortuna gigantesca in tutti i sensi oggi: ho visitato una bella cittadina in compagnia del bel telefono nuovo. Poi Lui mi ha fatto vedere questo: Cosa davvero vorrei, me incontentabile, in più della giornata di oggi? Sono del 28% che vorrebbe OFF From Parenting. Non un giorno intero, 90 minuti. Per farmi la ceretta, la doccia, lavarmi i capelli e mettermi la crema. E adesso, proprio perché è la mia Festa, non mi cercate perché vado di corsa a chiudermi in bagno. Tanti auguri alle mamme expat, alle mamme italians, alle mamme di tutti i colori. E alla mia che vedo finalmente la settimana prossima.

Brotherhood

Il weekend scorso siamo stati in Italia, dai miei, in occasione di una performance teatrale di quel CoccoriCò del mio fratello.
Ero prevenuta circa la pazienza dei miei figli  durante lo spettacolo, invece sono stati bravi, a parte qualche acuto di Nana fuori programma e i continui commenti in sottofondo di Nano “adesso sbuca lo zio / ecco lo zio che balla / ciao zio!”.

I ragazzi che hanno recitato sono stati bravissimi: la trama di Peter Pan la conosciamo tutti, le canzoni di Bennato sul tema anche. Al CoccoriCò è andata la parte di Peter Pan, ad un suo caro amico quella di Capitan Uncino, e siccome il paese dove vivono i miei è abbastanza piccolo, i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato li conoscevo anche io almeno di vista, perché hanno frequentato o l’asilo o le scuole elementari con il CoccoriCò.

I rapporti tra fratelli sono qualcosa di particolare e ognuno ha la propria storia. Nel nostro caso i 18 anni di differenza anagrafica ci hanno unito fortemente per 9 anni, finché non mi sono trasferita e, soprattutto adesso, sembrano aggiungere ulteriore distanza a quei 600 km che ci dividono. Pur avendone fatte (e gliene abbia fatte fare) di ogni colore, sono 9 anni dei quali il CoccoriCò sembra ricordare molto poco.
L’avrei voluto padrino dei miei nani, ma è troppo giovane. L’avrei voluto testimone di matrimonio, ma non parla ancora tedesco. In compenso, è inutile dire che lo zio è un idolo inarrivabile per i miei nani.
Forse adesso che sono mammaX2 dovrei capire meglio i miei? Impossibile. Dovrei stare dalla loro parte e non più parare il fratellino piiiiccolo? Impossibile. Una sorella è per sempre.

Due facce della stessa medaglia. Di tolla.

Due facce della stessa medaglia. Di tolla.