Musìk!

Tempo fa avevo visto questa bellissima vignetta su Facebook del disegnatore di comics Evilkids – questo il sito.

 

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Immagine Evilkid Production http://www.evilkid.com

Ecco, sta succedendo circa questo. Io e Lui, dal passato, presente e futuro ben diverso, stiamo affrontando con una certa sorpresa l’ingresso in casa di musiche dell’orrore. No, non lo Zecchino d’Oro, i due Liocorni, il cowboy Arturo, Backe Backe kuchen e Alle meine Ente, cavalli di battaglia degli asili italiani e tedeschi. E’ il puro trash dilagante tanto caro agli amici tedeschi, quelle canzoni tamarre après-ski davanti alle quali uno non può far altro che chiedersi il perché. E soprattutto ci chiediamo perché facciano parte della colonna sonora di tutte le festicciole dedicate alle famiglie.

“E io volo, io volo, come una mosca, sono forte, forte, forte come una tigre, e così grande, grande, grande come una giraffa, così in alto, così in alto. E io salto, salto, salto continuamente, e nuoto, nuoto, nuoto verso di te, ti prendo per mano e dico oggi è così una bella giornata”

Il cavallo rosso se posso è un tantino peggio

 

Ma il re dei tamarri definitivo, quello da cui  la Cristina D’Avena nostrana avrebbe molto da imparare, è tale Volker Rosin, specializzato in musica per bambini, non in après-ski.

Il tizio cicciotto biondo è lui, l’inimitabile. Questo è solo il pezzo che da noi va per la maggiore. Ma consiglio fortemente l’ascolto di Ich habe eine Tante in Marokko, e vediamo se si risvegliano ricordi di cacce del leone (pemm pemm) nella foresta equatoriale.

Insomma, se in casa Nana parla solo ed esclusivamente di Cecco e Cipo, se Nano sa cantare tutto il Cimino, dacci oggi e sempre il nostro pezzo trash quotidiano.

Fantasia dal Lato Oscuro

Cerco di fare un lavoro il più possibile attinente al reale, a ciò che realmente viene costruito e non a ciò che immagino. Sembra banale e dovrebbe essere per forza così, a meno che non scrivi fiabe per bambini o storie di finzione, magari ti atteggi a scrittore ispirato dall’Arte.
Sorprendentemente invece, dal 2008 quando ho iniziato a lavorare in questo settore della comunicazione inizialmente di architettura / materiali e poi allargata ad altri campi sempre specialistici, la fantasia l’ho fatta galoppare ampiamente, liberamente e che il cielo mi perdoni di tutte le balle che coscientemente ho scritto.

In questi ultimi anni moltissimi specialisti di vari settori sono impegnati a tenere a galla la propria barchetta e la mia telefonata di richiesta informazioni per un articolo gratuito, che verrà pubblicato su un house organ stra-distribuito, è nient’altro che una cosa che “sarebbe interessante, ma non ho tempo“. Anche con la migliore disponibilità, quella di un cliente che chiede proprio a me un articolo, è facile che le mie domande finiscano nel dimenticatoio, innescando un meccanismo che stressa me, perché a quel punto scatta la telefonata o l’email tutti i giorni per ricordarlo, e stressa loro perché rompo le balle come solo una donna, una donna testarda, può fare.

Hanno ragione loro e ho ragione anche io: descrivo la realtà, magari pettinandola e infiocchettandola un po’, ma non posso inventare totalmente di sana pianta. Prendendo per assodato che è finito il tempo in cui arriva tutto il materiale in tempo, pacchetto completo di relazioni, dettagli e fotografie, non posso neanche fare Hercule Poirot per scrivere un testo, non ho certo il suo acume! Se l’unico materiale a disposizione è una foto di un fondo di pavimento, non posso sapere se si tratta del pavimento di una casa, di un castello o di un capannone, lo stesso se ricevo una foto di un pezzo di metallo per me potrebbe essere qualunque cosa, da un tubo della grondaia a un rubinetto.

Poi ci sono i miei casi preferiti e mi appresto, proprio oggi pomeriggio, a dare fuoco alle polveri fantasiose: so il nome di cosa avete fatto, so chi siete, so che materiale avete usato in una minima parte di una costruzione gigante. Non so perché, non so se ci sono particolarità, non so se siete dei fighi inarrivabili o dei pirla qualunque. So che ci farete una bella figura e troverete delle chiavi di lettura della vostra opera estremamente trendy e commercial, perché come mi invento le cose io, al lato oscuro della sacra arte della scrittura, ma non se le inventa nessuno.

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Chiedetemi tutto, ma non…

Chiedetemi tutto, ma non di dipingere, disegnare, colorare e similari.

In settimana è stato messo in bacheca un avviso che invitava i genitori a partecipare alla festa di Pasqua, domani lunedì 30 marzo, portando ciascuno alcune cose da mangiare. Io sono di quelle che partecipano a tutto, ma soprattutto da emigrata credo che l’integrazione nella vita di paese di provincia, passi anche da queste cose: insomma, mi sono offerta di portare 6 uova sode colorate.

Sono partita tutta carica, perché so benissimo come si fa a cuocere le uova sode (ma và?? iniezione di ottimismo 1) e so benissimo come si fa a svuotarle (non serviva, ma iniezione di ottimismo 2). Ho trovato una confezione di 12 uova bianche con allegato delle capsule per colorarle. Non solo: ieri da DM ho trovato un bellissimo kit con colori e timbri per decorarle.

Stasera, tornati dal pranzo romeno, il famoso organizzato tempo fa, mi sono messa a prepararle. Ho cotto 8 uova, quelle che ci stavano nel pentolino, per miracolo non se ne è spaccata neanche una. Ho letto diligentemente le istruzioni e le ho colorate di un bel rosso-fucsia, così: 250 di acqua + 2 cucchiai di aceto + 1 capsula rossa, tenere in infusione le uova cotte ma ancora calde per ca. 5 minuti.

Poi sono passata alla decorazione con i timbri, volevo timbrare sulle uova rosse dei fiorellini verdi. Adesso che ci penso, è anche una strana inversione di tendenza avere un fondo rosso con i fiori verdi.
E’ stato un disastro: non ho capito un cavolo delle istruzioni, pur avendole lette in italiano. E’ gocciolato colore da tutte le parti, di fiorellini non ne è venuto neanche uno e mi sono ritrovata a scegliere la via dell’astrattismo spinto in chiave psichedelica. Perché le mie sono le uova del futuro. “Sembra che gli sia piovuto sopra, sono orribili, l’anno prossimo è meglio che le decoro io” ha detto il mio Lui.

Le uova del futuro, astratte in chiave psichedelica

Le uova del futuro, astratte in chiave psichedelica

Scocciata, nonché infastidita, ne ho cotte altre 6, con l’idea di farle tinta unita e ciao, fine della storia. Una si è rotta in padella, una si è rotta mentre le scolavo, 4 le ho colorate. Ho scelto di farle giallo arancione, le ho tenute a bagno nel colore 5 minuti, poi aumentati a 10. In pratica, “da uova bianche sono diventate il colore delle uova normali”, ha commentato sempre Lui divertito.

Le uova bianche colorate come le uova normali.

Le uova bianche colorate come le uova normali.

Alla fine ho deciso che domani al kindergarten porto 3 uova modalità 1 e 3 uova modalità 2. Visto il risultato, l’anno prossimo mi offro per cuocerne 12 e colorarne nessuna. Buona caccia all’uovo!

Non-Hobby che mi interessano

Vorrei raccontare oggi dei miei “non-hobby che mi interessano”. Cosa vuol dire? E’ presto detto: ci sono alcuni argomenti che non fanno in alcun modo parte della mia vita privata, e tuttavia li seguo con un non troppo celato interesse e con una certa curiosità.

Tanto per partire La Moda. Non ho mai seguito la moda, a parte alcuni personalissimi capisaldi generali quali “comodo è meglio”, “colorato è d’obbligo”, “vintage mi piace”, “sono bassa, devo starci attenta”. Eppure, siccome sono in grado di riconoscere un professionista quando lo vedo e sono in grado di leggere criticamente dei testi valutandoli al di là del tema che propongono, mi piace seguire il blog GlamKiki. Credo che non seguirò mai un outfit proposto, perché solo a guardare le scarpe mi fan male le caviglie, ma mi piace leggerlo, mi fa ridere e mi fa pensare.

Il Burlesque è un mondo in cui sono inciampata per caso, per via di conoscenze in comune. Chi mi conosce, ma anche chi mi guarda in faccia per mezza volta, capisce che io sono tutto fuorché Burlesque. Faccio ridere nel rapporto di coppia, perché quando provo a fare dello show va a finire che succede qualcosa di imprevedibile, come una caduta dalle scale o dal letto a testa in giù. La professionalità, però, è sempre tale in ogni ambito e seguo con ammirazione il lavoro delle Silk Ribbon Sisters, non tanto come artiste ma come persone che lavorano molto, che si impegnano in quello che fanno e ne colgono i risultati in termini di notorietà, risposta di pubblico e richieste di lavoro.

Ultimo non-hobby che mi interessa è il trucco. Mi sono sempre truccata poco, complice la pelle senza troppe magagne, un filo di rimmel e via, accettabile. Ma mi piace vedere i miracoli che fa Naimakeup, tra disegnini, decorini, test di qualità dei prodotti e cura dell’inci, procedimenti per creare delle vere e proprie opere d’arte. Roba per altri, mai e poi mai mi farei ‘sto “sbattimento”, ma bellissima.

Degli hobby che mi interessano ne parleremo magari un’altra volta. Sono troppi, variegati, e per ognuno ho un approccio tendenzialmente nerd.

Curiosa, come una scimmia. (Immagine tratta dal web)

Impara l’arte

L’arte di dipingere, l’arte di fare musica, l’arte di poetare. Ho conosciuto persone che dipingono, persone che fanno musica, persone che poetano, persone che fotografano, perfino un aspirante scultore.

Molti credono che io non ami l’arte e sbagliano. Io adoro l’Arte. Mi commuove, mi emoziona, soprattutto l’arte da ascoltare e da leggere.

Sbagliano perché quando dimostro la mia ostilità di fronte alle loro geniali creazioni, non sono ostile all’arte, sono ostile all’artista che si crede artistico e che promuove la propria arte: quell’artista che fa la voce strascicata da artista, si veste eccentrico, cioè “da artista”, e spara frasi artistiche zero verbi + ammucchiata di sostantivi.
PassioneSolitudineDoloreVitaSogno.
Sì, a voi, artisti dei miei stivali, sono ostile. Io non conosco, non capisco e non voglio capire la vostra arte. Mi piace di più faticare per tentare di capire nel profondo l’arte “degli altri”, di quelli che sono già famosi, di quelli che magari non ci sono più e con l’arte sono diventati immortali. Quelli che tu, artista artistico avanguardistico, dici “eh ma loro li conoscono tutti, cosa ci vuole??”: perché nella loro Arte c’è un profondo abisso di scoperte, che tu, che sei troppo avanti, non potrai mai tuffarti a contemplare.

Dracula a Roma

Nella puntata di ieri sera di Opposto Time, il programma televisivo nato dalla creatività di Virginia Foderaro, lo scrittore Leandro Castellani diceva:

“…la televisione mi ha insegnato poche cose, ma quelle poche cose me le ricordo abbastanza bene: mi ha insegnato a NON SCOCCIARE IL PROSSIMO, mi ha insegnato a CERCARE DI INTERESSARLO e CERCARE, se possibile, DI DIVERTIRLO.”

Pensate: a me la televisione SCOCCIA, NON interessa e NON diverte – e per questo non l’ho nemmeno comprata.

In compenso questo obiettivo (di non scocciare il prossimo, di interessare e di divertire), che non si può definire in altro modo se non Straordinario, è perfettamente raggiunto in Dracula a Roma, il libro di Leandro Castellani. Un libretto da leggere d’un fiato o da centellinare storia per storia come una pillola della risata contro chi, appunto, scoccia il prossimo, non interessa e non diverte.

Valentina Ciceri – Made in Me

Ci spingiamo oggi oltre i confini della mente e vi segnalo del progetto MADE IN ME frutto dell’intuizione di Valentina Ciceri.

Made in Me è semplice: quadri personalizzati in arte digitale.
La personalizzazione è il punto di forza: realizzare tutto ciò che viene immaginato…e richiesto.

I principali destinatari sono: Interior Designer, Architetti, Società specializzate in Contract, Negozi di arredamento particolare, Hotels o strutture simili e tutte quelle Aziende più attente all’ immagine dei propri ambienti lavorativi.

Il servizio per i privati viene seguito con altre modalità, in un pacchetto di offerte ad hoc per ciascun caso.

L‘ unione tra Arte e Tecnologia può svariare in molteplici settori, perchè la costante della personalizzazione può essere abbinata a qualsiasi idea e supporto. Un lavoro creato passo dopo passo.

 L’ innovazione del digitale incrementa e velocizza:  

  • le tempistiche
  • la versatilità delle proposte
  • la comunicazione con il cliente
  • la riproducibilità

Ma come funziona?? Date un’occhiata a questo video! E’ facile!

E‘ sempre garantita l’unicità e l’originalità di ciascun lavoro con un certificato di “Autenticità dell’ Opera”.

In breve
I quadri su commissione Made in Me di Valentina Ciceri possono essere creati sia con materiale fornito dal cliente (foto) sia semplicemente suggerendo tematiche o concetti di partenza che verranno poi sviluppati dalla creatività dell’ Artista.

Incuriositi? Non resta che dare un’occhiata al sito http://www.valentinaciceri.it/