L’Economia della Nonna

Ci sono nonne che insegnano a fare i tortellini ma entrambe le mie nonne mi hanno insegnato – a loro modo- l’economia.
La Nonna da parte di mamma ha insegnato l’onestà ferrea: qualsiasi cosa onesta va bene. Ma anche l’economia domestica: bisogna risparmiare soprattutto il tempo. La casa in ordine viene dopo il lavoro e solo se si ha tempo. Se si hanno gli ingredienti è meglio, ma si può cucinare anche con poco. Nel tanto, ci sta il tanto e ci sta il poco, al massimo se avanza lo congeli. La generosità è ottima, ma non deve saperlo nessuno.

La Nonna di parte di papà continua ancora oggi a stupirmi per i suoi insegnamenti. Ha 80 anni e da soli 7 anni ha abbandonato il negozio di abbigliamento-merceria in cui ha lavorato per tutta la vita.
Uno dei punti cardine dell’educazione economica della Nonna commerciante (Tsipras ascolta!) è che non si fanno i POUF. I POUF sono i debiti, culmine della vergogna, appena un gradino sotto il rubare.
Per questione d’onore, onestà e integrità, ma i POUF non sono concessi neanche per rivendere: Pochèti, tochèti ha sentenziato la Nonna quando spiegava alla nipotina delle scuole elementari il ruolo del fornitore e del magazzino. Come mi ha poi chiarito, è meglio che la roba in magazzino sia poca, ma acquistata e pagata, cioè tua, piuttosto che comprata con l’illusione di venderla tutta e magari guadagnarci. Perché vendere non è automatico né certo.
Da quando ho cominciato a lavorare, la Nonna è scandalizzata perché ritardo spesso e volentieri l’emissione delle fatture e soprattutto perché, secondo lei, chiedo un compenso troppo basso. Un altro degli insegnamenti della Nonna infatti è chiedi un po’ più del giusto, che se il cliente è disposto a pagare ti va bene e se invece vuole uno sconto glielo puoi fare contando comunque su del guadagno. Pur condividendo in linea di principio, non la ascolto, perché – sono infantile in questo – chiedere soldi mi mette un po’ in imbarazzo. Ma la Nonna, si spinge anche più in là: cliente rompiscatole con soldi = il prezzo raddoppia. Ha ragione e ha sempre avuto una gran faccia di tolla, io testimone.
Infine, la Nonna commerciante mi ha fornito il primo esempio di efficacia della comunicazione di marketing e del ruolo di opinion leader. Il marketing: porti in negozio la nipotina, sulla quale hai sviluppato una storia diffusa nella città, e i clienti entrano per curiosità e poi acquistano. In mancanza della mascotte fisica, aggiorni le gigantografie fotografie dietro alla cassa, per fornire nuove storie, racconti, chiacchiere e propinare, con un po’ di fortuna, una vestaglietta o un reggiseno in più. L’opinion leader è in grado di sostenere la tesi della gonna che si porta aderente “si porta così, non le segue le sfilate?” e il giorno successivo quella della gonna, la stessa, che si porta “blousante”, larga “si porta così, non le segue le sfilate?”. Molto credente, la Nonna mi ha specificato che non si tratta di bugie, ma che sono astuzie del mestiere, gliel’ha confermato anche il suo parroco.

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