Da grande

Per la prima volta oggi andando all’asilo Nano ha formulato la fatidica frase che comincia con “da grande…” per poi abbandonarsi in esaltanti progetti per il futuro.

Da grande voglio fare il calciatore.
Sbang! botta in testa. Io e Lui non detestiamo il calcio in sé, anzi, come gioco è bellissimo, si corre tanto, si fa fatica, si suda, si gioca in gruppo e con la palla. Peccato che veniamo entrambi dalle arti marziali e ci interessiamo caso mai ad altri sport collaterali: insomma, il mondo del calcio con i suoi lustrini, i suoi miliardi, i suoi calciatori superstar ci interessa poco e, per meglio dire, proprio non lo consideriamo affatto uno sport degno di discussione casalinga. Nano di conseguenza non conosce il nome di un solo calciatore e tiene al Milan per fede calcistica ereditaria, non perché abbia mai visto una mezza partita. Sarei stata meno sorpresa se mi avesse detto che vuole fare lo scaltore, il ciclista, il nuotatore, lo sciatore, il judoka, il pugilato, la scherma, pattinaggio e skateboard acrobatico, perché di questo ogni tanto ne abbiamo parlato.

Cosa bisogna fare per diventare calciatore, mamma?
Per prima cosa bisogna andare bene a scuola, studiare, fare i compiti e prendere dei bei voti. Poi se si è stati bravi a scuola al pomeriggio si va a fare allenamento con altri bimbi della squadra di calcio e con l’allenatore, che è il maestro del calcio. Lui dice: adesso dovete correre, adesso saltate, adesso tirate la palla”, e bisogna fare come dice lui e farlo bene.

Vorrei sentire l’opinione di qualcuno che faccia l’allenatore di calcio per i bambini. Come fate a tenere a bada i bambini di fronte dalle dinamiche “esterne” al gioco del calcio ma “interne” al mondo che lo avvolge? Può succedere che i bambini perdano il fascino del gioco di fronte alla voglia di successo, soldi e palcoscenico? Sono i genitori che spingono alla competizione oltre il limite, al modo di fare da star del calcio anche se si è nel campetto dell’oratorio dell’ultimo mini paese della val padana?

Comunque Nano, mi ha steso un allucinante piano completo di quello che vuole fare “da grande”. “AlloRa, da grande prima vado a scuola e faccio il bravissimo, dopo vado “a spade” con l’antispada (le protezioni), poi vado a judo a fare la lotta, e dopo vado a fare calcio con la squadra. E quando ho finito vengo a casa e vado a letto.
Ho ammirato il piano, perché ha dato il contentino sia a me che a papà Lui e, ancora più importante, ha espresso la voglia di fare 100 cose in 1 giorno, una per volta, organizzazione perfetta in barba alle capacità fisiche e alla disponibilità oraria giornaliera. That’s my boy.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s