Musica e nani, cosa ascoltano i figli di emigrati

“Voooolaaareee ooohh Cantareeee ohh ohh ohhhh”… da quando sono entrata nel mondo dell’emigrazione, mi accorgo di essere passata ad ascoltare sempre più musica italiana. A parte i mostri sacri di sempre della musica internazionale, sto spingendo in casa e ai miei figli la musica italiana, nella forma delle poche, ma non poi così poche, canzoni che mi piacciono. I miei figli sono figli di emigrati: io non so cosa ascoltano le grosse comunità italiane in Germania, so cosa ascoltano e cosa cantano a squarciagola  i miei figli per le strade di questo ameno paesello della Svevia. Mi limito agli italiani, perché sui cantanti preferiti tedeschi avrei qualcosa da ridire, su Volker Rosin in primis.

1) Folk italiano locale Ventanas, di Davide Van de Sfroos è dalla nascita la ninnananna dei Nani, suonata con la chitarra o soltanto cantata, dipende. Yanez è ormai parte del repertorio immancabile delle suonate con i Nani. Impossibile non citare Nana che canta La furmiga: …gaaa!! ..gaaa!! ..gaaa!! e chi conosce la canzone, capisce perché. Dei Sulutumana è “Il Lago di Como è un omino che balla, che gioca che calcia lontano la palla… ha la caviglia a Laglio o giù di lì, a Bellagio gli scappa pipì”, che ormai i Nano conosce a memoria e recita con tutti i gesti. L’ha fatta così sua e l’ha lievemente fraintesa, alle volte per dire che deve andare in bagno dice che deve andare a Bellagio.

2) Rock italiano Vasco? Ligabue? Ma quando mai! Il più rock è E. Bennato “Viva la mamma, affezionata con la gonna un po’ lunga…” e “Sono o non sono il Capitan Uncino??…“. Ma anche Elio e le Storie Tese, tributo al Lui papà “Canto iooo!! Nooo, canto ioooo” (Complesso del primo maggio). E Lucio Dalla “Plom, Plom, Plom Plom Plom… attenti al lupo Uh!

3) Metal italiano, cioè i Nanowar of Steel “Drago dragone, brutto cafone, non ti vogliamo piuuu” perla inarrivabile pescata da Lui, una hit potentissima.

3) L‘italiano L’altro giorno Nano cantava pedalando in bicicletta un inno all’italianità. Non era “Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano… io sono un italiano, un italiano vero”. Bello come il sole cantava:

“Ooohh ohhh a me non me ne fRega tanto, oooohh ohhh io sono un italiano e canto, non toglieRmi il pallone e non ti distuRbo più, sono un italiano medio, nel blu dipinto di blu”.

E Toto Cutugno lasciò lo scettro del potere a J-Ax.

Copertina del Italiano Medio, Articolo 31

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