Kindergarten – inserimento

Due anni fa, al primo ingresso al kita, avevo promesso ufficialmente con questo post che non avrei fatto confronti con gli altri, che non mi sarei fatta prendere dal panico per eventuali non progressi, che non sarei diventata matta perché mio figlio, forse, non sarebbe stato il primo della classe. Ebbene, due anni di kita sono passati e il mio nanetto, compiuti 3 anni venerdì, è entrato lunedì al Kindergarten, allo step successivo. Ho avuto una serie di impressioni da primo impatto di cui però parlerò dettagliatamente un’altra volta.

E’ cambiato l’edificio, è cambiato il paese, sono cambiati gli amici, sono cambiate le insegnanti, e mi hanno prospettato almeno 1 settimana di eingewöhnung, di inserimento.
Ieri quindi è stato il primo giorno, il nano super gasato perché a) è diventato grande b) può andare al kindergarten in laufrad. Gli ho spiegato come funziona l’inserimento mentre andavamo la mattina, cioè che la mamma, visto che era il primo giorno, sarebbe rimasta con lui a vedere come era il posto. Arriviamo, va a fare la colazione e mi dice “ciao mamma!”. L’insegnante capisce subito e gli rispiega che sarei rimasta con lui perché era il primo giorno. E aggiunge che ridurremo l’inserimento a 3 giorni.

Oggi il secondo giorno, gli spiego strada facendo cosa succederà: “oggi ti saluto, ti do il bacino e poi torno a prenderti e vieni a mangiare a casa, poi un altro giorno rimani con i bimbi a pranzo e a giocare dopo pranzo, come quando andavi al kita.” Arriviamo al kindergarten,  memore di ieri l’insegnante gli rispiega anche lei che la mamma lo saluta ma torna presto perché sono i primi giorni e si torna a casa a pranzare. Mi è sembrato convinto, anche se ha riprecisato che un altro giorno rimane a mangiare e a giocare e a dormire con il cavallo Lucky.

Tra un’ora vado a prenderlo e speriamo che sia andato tutto bene. D’altra parte anche volendo non avrei potuto rimanere, non dopo quello che mi ha detto stamattina tutto sollevato, come se il mondo dopo la giornata di ieri fosse finalmente tornato normale: “sì mamma, tu vai a casa, perché io vado al kindergarten e non è un mammagarten”.

Questo è la Kinderhaus di Warmbronn, costruita recentissimamente e che contiene scuola materna e nido.

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One thought on “Kindergarten – inserimento

  1. Pingback: Kindergarten, inserimento #2 | chiararipamonti_blog

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