Il valore dell’offrirsi vs il valore dell’offerta

Per la prima volta ho male alla mano sinistra. Un male muscolare, che dal polso si irradia alla mano. L’ho chiamato male copia-incolla, perché appunto m’è venuto stamattina dopo un pomeriggio, una serata, una notte e una mattina a fare dei ctrl+c/ctrl+v/Canc. Perché?
A me Excel piace. Solo che quando hai un database di 30.000 contatti email che non viene “pulito”, nella migliore delle ipotesi da un paio d’anni, poi si fa presto a dire “eh ma mi tornano indietro migliaia di email non più attive.” Ma và?
Ed io, che detesto queste cose, perché un database di contatti vecchi è spazzatura, ieri mi sono offerta di pulire tutto in tempi record, perché questi contatti servivano a posto oggi alle 12.00.

Qualche settimana fa, partecipo alla prima riunione del kindergarten del piccolo crucco mio. Tra argomenti e discussioni (vogliamo i pannolini Pampers o i pannolini DM? Questi i temi più toccanti.) passiamo a cercare i malcapitati che organizzeranno la Sommerfest dell’associazione che gestisce due asili. Mi sono offerta. E con me una mamma francese, per completare quello che è stato definito un team “latino”. Siamo già impegnate in uno scambio di email complicatissime, in francese questa volta, perché sia io che lei ci comprendiamo meglio così.

Recentemente mi sono offerta di fare “qualcosa”, non sapevo bene cosa, per un partito politico. Per la prima volta, dopo anni passati a giudicare la politica una cosa per gente che con me non ha niente a che spartire, sinonimo di tutti gli aggettivi negativi che possano sfiorare la memoria linguistica dell’uomo, mi sono ricreduta e ho pensato bene di offrirmi per “Fare”. Gioco di parole, anche perchè il partito proprio “Fare” è stato nominato, in un attacco di voglia di fare di un copy impazzito che poi ha proseguito infelicemente la metafora definendo gli aderenti al partito “Fattivi”. Mi sono offerta per Fare la Fattiva. Solo perché mi è capitato di conoscere gente sana, dei fattori fattivi in buona fede, esponenti di quella razza umana buona, efficiente e intelligente in via di estinzione. Ecco, io pensavo che fossero tutti così e qualcuno mi avrebbe dovuto offrire una sveglia.

Queste tre esperienze mi hanno portato a considerare se ne valga la pena, se il valore dell’offerta di varie iniziative possa rispondere degnamente alla mia volontà di offrirmi. Il risultato è che in un modo o nell’altro mi “offro” da sempre e colgo sempre qualcosa che la situazione e le persone mi offrono. E in fondo, anche se offrirsi sembra proprio il modo giusto per andarsi a cercare i fastidi, è un’offerta che è nelle mie corde.

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