Scuola e buoni propositi

E trovi un momento in cui scrivere. Per te, non per altri. Per celebrare una altro giorno in cui mi dispero perché ho una lista di cose da fare infinita e solo una mezz’ora libera.

È l’ultimo giorno in cui il mio cucciolo d’uomo è un bambino, da domani va all’asilo nido e diventa uno scolaretto. A pensarci è tremendo: entri nel mondo scolastico a neanche 1 anno e ne uscirai, se tutto va bene senza intoppi, quando hai circa 25 anni.

La scuola con i suoi obiettivi, con i maestri e le maestre che ti controllano, ti misurano, ti confrontano con la media nazionale, con la media della scuola e con la media della classe. Tremendo, di nuovo.

Ma chi di noi mamme “mediamente” fissate con Internet, magari con un passato di ragazze studianti full time, non ha mai provato a controllare se il proprio cucciolo fosse in linea con “la media”? Ma con “la media” di cosa? – risposta tipica del papà pratico/concreto accusato immediatamente di essere poco sensibile ai problemi (quali??) della prole. Con “la media” dei bambini delle amiche e delle conoscenti, con “la media” dei bambini delle altre mamme che scrivono su alfemminile, su mammole, su tutti quei bestiali forum di delirio materno.

Risultato: ecco lo sapevo, la figlia di quella mamma che scrive lì ha la stessa età del nostro e dice GUGU e GAGA invece lui dice solo GHEGHE. Il bambino che abbiamo visto ieri parla più del nostro però sbaglia a fare il pugno perché mette il pollice dentro. Il suo bambino gattona e il nostro cammina, malissimo.

Da domani, da quando il cucciolo varcherà la soglia della sua prima scuola, voglio provare a non dare peso alla “media”, anche perché fare parte “della media” a me non è mai piaciuto e mi sono scelta un compagno fuori “dalla media”. Io so che il mio quasi-scolaretto ha molto che gli altri non hanno: ha i miei occhi, la mia bocca e il naso del papà, ha la fossetta del nonno, ha i miei capelli, ha le dita del papà. Ha la polenta quando vuole. E, se non dovesse imparare il tedesco (cosa di cui dubito vista la full immersion a cui sarà costretto) avrà un italiano a prova di congiuntivo. E prometto solennemente di non dire più le parolacce.

E strada facendo che qualcuno per favore mi ripeta “mamma, rileggi ogni tanto i tuoi buoni propositi”.

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2 thoughts on “Scuola e buoni propositi

  1. ah ah ah…anche io scrivevo su Alfemminile…in effetti ci sono dei forum deliranti…ricordo di una su “Desiderio di maternità” che voleva rimanere incinta a tutti i costi e dopo un rapporto si infilò un assorbente interno “per tenere su i soldatini” ah ah ah , “i soldatini”…ma ti prego!!!! grazie a Dio sono scappata…Anche io cmq come te l’altro giorno pensavo con orrore che i nostri bambini iniziano la “scuola” prestissimo…e chi come Stella è di gennaio inizierà di sicuro le elementari a 5 anni e mezzo…Inizieranno le etichette, il “bambino asino”, quello “secchione”, “la tontolona” che poi oh..sono etichette che ti rimangono attaccate per anni. E già da piccoli iniziano i confronti …anzi, a pochi secondi di vita ricevono il loro primo voto, l’Apgar…e dopo alla prima visita dal pediatra si inizia con i percentili…e non si finisce più!!!un bacione Chiara

  2. Pingback: Kindergarten – inserimento | chiararipamonti_blog

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