Sbattere le ciglia

Sono andata in posta e ho seriamente temuto di non uscirne mai più. Poi finalmente mi incammino verso casa, davanti a me un ragazzino sui 14 anni, tutto alla moda. Proseguo camminando veloce e un po’ distratta, finché il ragazzino inchioda e resta fermo in piedi sul marciapiede. Per fortuna tenevo la distanza di sicurezza e non l’ho travolto, e comunque ormai sono arrivata al portone d’ingresso. Lo guardo mentre cerco nella borsetta le chiavi e poi apro la porta: è fermo, immobile, che guarda nel vuoto. Non so se dirgli qualcosa, l’unica parola che mi viene in mente è “Sveglia!!” ma taccio, per dimostrare che ogni tanto so anche farmi i cavoli miei. Sbatto le ciglia un paio di volte con un’espressione esterefatta e spezzo l’incantesimo: lui si scuote leggermente, fa dietrofront e torna sui suoi passi.

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